Croazia. Ancora nessun ammorbidimento delle misure antiCovid

Il ministro della Salute, Vili Beroš

“L’allentamento delle misure antiCovid fin qui in vigore dovrà essere un premio e un ringraziamento ai cittadini per il loro comportamento responsabile. Ma tale ammorbidimento può avvenire solo se la situazione epidemiologica e quella vaccinale ce lo permetteranno. Durante la riunione odierna ad ogni Ministero è stato dato il compito di analizzare le attuali restrizioni relative al proprio settore. Qualora tra 3-4 giorni ci dovrebbe essere una nuova circostanza, come ad esempio la presenza della variante britannica del Covid in Croazia, non potremmo certo parlare di ammorbidimento delle restrizioni.” Ad affermarlo è stato il ministro della Sanità Vili Beroš al termine della riunione avutasi oggi domenica e alla quale sono intervenuti il premier Andrej Plenković, i componenti del governo, la Task force della Protezione civile nazionale e i rappresentanti dell’Istituto nazionale per la salute pubblica.
“Abbiamo ricevuto la lettera dell’Associazione nazionale dei ristoratori nella quale vengono evidenziate le difficoltà alle quali stanno andando incontro i proprietari di bar e ristoranti attualmente chiusi facendo notare pure i privilegi di cui godono alcuni locali. I bar sono chiusi ma ai distributori di benzina e in alcuni ristoranti c’è la vendita d’asporto per cui si può bere un caffè. Questa situazione verrà analizzata più dettagliatamente la settimana prossima”, ha dichiarato Beroš spiegando che durante la riunione odierna è stata valutata la possibilità di ammorbidire le misure nel settore sportivo. “C’è chi vorrebbe la riapertura delle palestre e dei centri fitness, anche se tutti possono dedicarsi allo sport all’aperto andando a passeggiare o correre attorno al lago Jarun o sul monte Sljeme. Anche la riapertura dei centri sportivi verrà analizzata nei prossimi giorni e una risposta in merito potrebbe arrivare verso la metà della prossima settimana”, ha aggiunto il ministro della Sanità soffermandosi pure sulla campagna vaccinale nel Paese. “In questo momento abbiamo dosi di vaccino sufficienti per i richiami ma non siamo in grado di procedere con la vaccinazione di una vasta fetta di popolazione. La precedenza ora va data a coloro che hanno già ricevuto la prima dose”, ha detto ancora

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