Croazia. Anche gli ospedali saranno «Made in Cina»?

L’ingresso all’Ospedale di Firule in Spalato. Foto: Miranda Cikotic/PIXSELL

La Sinopharm International, una società statale cinese, si è dichiarata interessata a investire nel sistema sanitario croato. Gli investitori di Shanghai sembrano disposti a includersi nel finanziamento della realizzazione dei futuri ospedali universitari di Zagabria, Osijek e Spalato. Nel caso del capoluogo della Dalmazia, se l’operazione andrà in porto la nuova struttura ospedaliera potrebbe sorgere a Clissa (Klis), una località distante circa 5 chilometri dal centro di Spalato. Il ministro della Sanità, Milan Kujundžić, ha incontrato ieri al Centro clinico ospedaliero di Spalato una delegazione della società cinese per approfondire la questione. “Abbiamo discusso di un progetto importante per la Croazia”, ha dichiarato al termine dell’incontro Kujundžić, giustificando la sua assenza da Zagabria, dove era in programma l’incontro tra i negoziatori del governo e i rappresentanti dei sindacati del sistema sanitario e assicurativo-sanitario.

“Anche i negoziati con i sindacati sono importanti. Li stanno conducendo i rappresentanti di tre Ministeri: ossia della Sanità, delle Finanze e del Lavoro”, ha puntualizzato Kujundžić. Ha ribadito il parere che se si desidera far rimanere in Croazia i medici e gli infermieri è necessario assicurare loro paghe più alte. Ha detto di essere convinto che a proposito si riuscirà a raggiungere un compromesso sostenibile per le Casse dello Stato.

I sindacati rappresentativi del sistema sanitario pubblico e dell’assicurazione sanitaria, intanto, non sembrano intenzionati a desistere dalle loro richieste attinente al rinnovo del contratto collettivo di categoria (l’attuale scadrà il 31 ottobre). Insistono affinché il governo riconosca a tutti gli addetti nel sistema sanitario e assicurativo-sanitario (circa 72mila persone), l’aumento degli stipendi pattuito. Nel luglio scorso, si ricorda, la firma del contratto di categoria è saltata giacché i Banski dvori non hanno dato luce verde all’aumento cumulativo degli stipendi del 7 p.c. Una manovra da 400 milioni di kune che in precedenza era stata parafata dal ministro della Sanità, Milan Kujundžić.

Giovedì scorso l’Esecutivo ha nominato i propri negoziatori, creando i presupposti per un nuovo ciclo di contrattazione con i sindacati. Gli incontri della scorsa settimana hanno lasciato delusi i sindacalisti. Di conseguenza, le parti sociali sono tornate a incontrarsi ieri. Le richieste sindacali sono state presentate da Stjepan Topolnik, presidente del Sindacato autonomo del servizio sanitario e dell’assistenza sociale della Croazia (SSZSSH), e Brankica Gregurić, del Sindacato autonomo delle infermiere e dei tecnici ospedalieri (HSSMS-MT). Al termine dell’incontro Topolnik ha annunciato che nel corso di questa settimana l’SSZSSH non attiverà gli strumenti di lotta sindacale. Ha spiegato che ciò non succederà in quanto sono stati fissati altri due incontri con i negoziatori del governo. La prossima riunione è stata fissata per domani alle 13, e all’occorrenza un altro incontro è in calendario per venerdì. A sua volta, Brankica Gregurić ha fatto presente che lo sciopero non è l’unica “arma” a disposizione dei sindacati.

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