I numeri delineano un quadro emergenziale: un terzo degli operatori sanitari manifesta sintomi depressivi, il 25% soffre d’ansia e uno su dieci ammette di aver avuto pensieri suicidi. È il monito lanciato dagli specialisti della sanità pubblica, basato sui dati dell’Organizzazione Mondiale della Sanità (OMS), durante il recente convegno tenutosi presso la Clinica psichiatrica “Vrapče”.
Il rischio del burnout e la carenza di personale
“Siamo abituati a considerare il personale sanitario come una categoria pronta a tutto, immune allo stress -ha spiegato Danijela Štimac Grbić, specialista in sanità pubblica -. Questa percezione errata porta spesso a ignorare i primi segnali di burnout.”
La situazione è aggravata da un deficit strutturale di organico che ha ormai assunto proporzioni globali. Elzika Radić, della Camera croata degli infermieri, ha riportato i dati di un’indagine nazionale del 2025: due infermiere su tre si dichiarano esauste. Secondo le stime dell’OMS, entro il 2030 mancheranno all’appello 5,7 milioni di infermieri nel mondo.
Il peso dell’empatia
La direttrice della Clinica Vrapče, Petrana Brečić, ha posto l’accento sulla natura stessa della professione: “L’empatia che mostriamo quotidianamente può prosciugarci, specialmente se unita all’enorme carico di responsabilità che portiamo. Prendersi cura della propria salute mentale non è un lusso, ma una necessità per poter continuare ad assistere i pazienti.”
Il divario tra salute e lavoro
Sanja Musić Milanović, responsabile del Servizio per la promozione della salute presso l’Istituto di sanità pubblica croato (HZJZ), ha evidenziato come la salute della popolazione attiva – circa il 45% del totale – sia direttamente legata allo sviluppo economico.
Tuttavia, la consapevolezza dei datori di lavoro resta bassa: a livello globale, solo l’11% considera la salute dei dipendenti una priorità assoluta. In Croazia, inoltre, la vita lavorativa media (34,8 anni) è di circa due anni e mezzo inferiore alla media UE, con un decadimento delle piene condizioni di salute che inizia, in media, già a 59 anni.
Aggressioni e problemi sistemici
A complicare un panorama già critico è l’aumento della violenza verbale. La Difensora civica, Tena Šimonović Einwalter, ha sottolineato come le carenze del sistema finiscano spesso per ricadere sui singoli operatori, rendendoli bersagli di frustrazioni esterne.
Il messaggio finale emerso dal simposio è univoco: investire nella salute di chi cura è l’unico modo per garantire, a lungo termine, la salute dell’intera cittadinanza.
Tutti i diritti riservati. La riproduzione, anche parziale, è possibile soltanto dietro autorizzazione dell’editore.
L’utente, previa registrazione, avrà la possibilità di commentare i contenuti proposti sul sito dell’Editore, ma dovrà farlo usando un linguaggio rispettoso della persona e del diritto alla diversa opinione, evitando espressioni offensive e ingiuriose, affinché la comunicazione sia, in quanto a contenuto e forma, civile.










































