È iniziato ufficialmente oggi, venerdì 17 ottobre, a Zagabria il processo contro quattro ex membri del Governo — Darko Horvat, Josip Aladrović, Tomislav Tolušić e Boris Milošević — oltre al sindaco di Županja, Damir Juzbašić.
Horvat, ex ministro dell’Economia e primo tra i membri del Governo Plenković a essere stato arrestato durante il mandato, è comparso ieri in aula. Presente anche Tolušić, ex ministro dell’Agricoltura, che alla precedente udienza aveva giustificato la sua assenza con problemi alla schiena, sebbene alcuni cittadini avessero riferito di averlo visto in città. Un perito medico ha confermato ieri che l’assenza era giustificata. Durante l’udienza, gli imputati hanno fornito i propri dati personali e patrimoniali: è emerso, tra l’altro, che Tolušić ha recentemente divorziato.
L’USKOK (l’Ufficio per la lotta alla corruzione e alla criminalità organizzata) ha letto l’atto d’accusa, modificato rispetto alla versione iniziale poiché alcuni imputati hanno ammesso la colpa e accettato pene ridotte. Tutti gli altri si sono dichiarati non colpevoli. Tra i testimoni che saranno chiamati figurano Ružica Njavro, ex collaboratrice di Tolušić, nonché Milorad Pupovac e Dragana Jeckov, insieme ad altri ex imputati che hanno già confessato.
Assegnazione di fondi pubblici
L’inchiesta riguarda l’assegnazione irregolare di fondi pubblici destinati ai piccoli imprenditori delle aree assistite, che secondo l’accusa sarebbero stati concessi a persone vicine ai ministri o ai loro collaboratori, in violazione delle regole di bando.
Secondo l’USKOK, Horvat avrebbe autorizzato la distribuzione dei fondi “fuori graduatoria”, su indicazione della sua allora assistente Ana Mandac, che ha poi ammesso di aver distribuito il denaro “secondo conoscenze e raccomandazioni personali”.
Horvat, arrestato nel febbraio 2022, si è difeso sostenendo di non conoscere nel dettaglio le regole di assegnazione dei fondi e di aver solo ricevuto da Mandac una lista di aziende suggerite. Ha inoltre affermato che pochi imprenditori soddisfacevano i criteri previsti, e che il bando non limitava i finanziamenti alle minoranze nazionali — un punto chiave per confutare la tesi dell’accusa.
Diversi coimputati — tra cui Velimir Žunec, Katica Mišković e la stessa Ana Mandac — hanno già ammesso la colpa: i primi due sono stati condannati con la condizionale, mentre Mandac è stata condannata a lavori socialmente utili. Il processo proseguirà nei prossimi giorni con la presentazione delle prove e l’audizione dei testimoni.
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