L’USKOK, l’Ufficio croato per la lotta alla corruzione e alla criminalità organizzata, ha depositato davanti al Tribunale regionale di Zagabria un atto di accusa contro 24 cittadini croati, ritenuti responsabili a vario titolo di associazione per delinquere, frode informatica e utilizzo illecito di opere protette dal diritto d’autore, nell’ambito di un’organizzazione criminale strutturata.
Secondo l’accusa, tra gennaio 2020 e novembre 2024 gli imputati avrebbero organizzato e gestito a Zagabria e in altre località della Croazia un sistema illegale di distribuzione di contenuti televisivi e cinematografici tramite IPTV. L’attività avrebbe generato un profitto illecito complessivo di almeno 915.514 euro.
Gli organizzatori e il sistema illecito
L’USKOK contesta ai primi due imputati di aver costituito il nucleo centrale del gruppo, reclutando gli altri membri e fissando un obiettivo comune: ottenere un’ingente profitto consentendo l’accesso non autorizzato a programmi televisivi e film protetti da copyright. I contenuti venivano offerti agli utenti senza il consenso dei titolari dei diritti, dietro pagamento di un abbonamento mensile compreso tra 10 e 15 euro oppure annuale tra 80 e 200 euro per singolo utente, in violazione della normativa sul diritto d’autore.
Per rendere possibile l’operazione, gli organizzatori avrebbero utilizzato software specifici per rimuovere i sistemi di protezione dei segnali, intercettando in modo continuativo e illecito trasmissioni televisive e cinematografiche. Il materiale così ottenuto veniva poi distribuito via Internet attraverso una piattaforma IPTV, accessibile agli utenti paganti.
Ruoli, infrastrutture e spartizione dei profitti
L’accusa descrive nel dettaglio anche l’apparato tecnico e logistico dell’organizzazione. Gli imputati, direttamente o tramite altri membri del gruppo, avrebbero creato, acquisito e gestito l’infrastruttura necessaria alla distribuzione dei contenuti, compresi server sui quali venivano archiviati programmi televisivi e film. Ai clienti venivano forniti nomi utente e password per accedere ai servizi illegali, mentre una parte della rete si occupava di individuare nuovi rivenditori.
Gli altri membri del gruppo, pienamente consapevoli degli obiettivi e delle attività criminali, avrebbero svolto compiti specifici concordati in anticipo: dall’acquisto e distribuzione dei decoder, allo sviluppo dei programmi informatici e delle applicazioni di rete, fino alla gestione della videoteca virtuale e alla riscossione delle quote mensili o annuali.
Secondo l’USKOK, i profitti ottenuti venivano poi suddivisi tra gli imputati in base ai ruoli ricoperti all’interno dell’associazione criminale. Ora spetterà al tribunale valutare le responsabilità individuali in uno dei più ampi procedimenti avviati in Croazia contro la pirateria televisiva online.
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