Alla fine di luglio, in Croazia risultavano registrate presso l’Ufficio croato di collocamento (HZZ) 73.183 persone senza lavoro, pari a un calo del 16,6% – ossia 14.615 unità in meno – rispetto allo stesso mese del 2024. Lo rivelano i dati diffusi dall’HZZ.
Rispetto a giugno, però, la disoccupazione è cresciuta del 4,5%, con 3.147 persone in più iscritte alle liste. Secondo le rilevazioni giornaliere, gli attualmente registrati sono 74.106, a fronte di 14.864 posti di lavoro disponibili.
Nel solo mese di luglio si sono registrati come disoccupati 13.726 cittadini, l’11,5% in meno rispetto all’anno precedente. La maggior parte (68,5%) proveniva da un precedente impiego, mentre il 17,4% usciva dal percorso scolastico e il 14,1% da inattività. Nello stesso periodo, 10.579 persone sono uscite dalle liste di disoccupazione, in calo del 15,7% su base annua: di queste, 6.636 hanno trovato un’occupazione, perlopiù nel commercio all’ingrosso e al dettaglio (17%), nella ristorazione e ospitalità (16,7%) e nell’industria manifatturiera (13,8%).
Le cancellazioni per altri motivi – pensionamento, rientro negli studi, mancata ricerca attiva di lavoro – hanno riguardato 3.943 persone.
A livello territoriale, i maggiori flussi di nuova occupazione si sono registrati nelle Regioni di Spalato e della Dalmazia (13,8% del totale), di Osijek e della Baranja (12,9%) e nella Città di Zagabria (10,9%).
A luglio, un quarto dei disoccupati percepiva un’indennità di disoccupazione: 18.293 persone, il 4,5% in meno rispetto allo scorso anno. Nello stesso mese, tramite i canali dell’HZZ sono stati pubblicati 10.471 annunci di lavoro per un totale di 19.357 posizioni, dato in calo del 3,2% rispetto al luglio precedente.
Tutti i diritti riservati. La riproduzione, anche parziale, è possibile soltanto dietro autorizzazione dell’editore.
L’utente, previa registrazione, avrà la possibilità di commentare i contenuti proposti sul sito dell’Editore, ma dovrà farlo usando un linguaggio rispettoso della persona e del diritto alla diversa opinione, evitando espressioni offensive e ingiuriose, affinché la comunicazione sia, in quanto a contenuto e forma, civile.











































