In Croazia, oltre 47.000 persone soffrono di una forma grave di dipendenza dal gioco d’azzardo. È quanto emerge dall’ultima ricerca dell’Istituto croato per la sanità pubblica (HZJZ), secondo cui l’1,7% della popolazione adulta presenta conseguenze serie legate al gioco, mentre un ulteriore 5,8% mostra livelli moderati o bassi di rischio. Le scommesse più popolari restano Eurojackpot, Lotto, lotterie e agenzie di betting sportivo, e a giocare di più sono gli uomini tra i 35 e i 44 anni.
Un nuovo strumento per prevenire la dipendenza
Per contrastare questa crescente emergenza, oggi, 1° novembre, è entrato in funzione il Registro nazionale dei giocatori esclusi, una piattaforma che consente a chi riconosce di avere un problema con il gioco di autoescludersi da tutte le sale da gioco, casinò e piattaforme online.
Il sistema, gestito dall’HZJZ, rappresenta un’evoluzione del precedente meccanismo che permetteva l’esclusione solo da singoli operatori. Ora, una volta iscritto, il giocatore viene automaticamente escluso da tutti i concessionari di gioco d’azzardo presenti nel Paese.
“Lo scopo del Registro è proteggere le persone a rischio o già dipendenti, limitando il loro accesso ai giochi d’azzardo”, spiega Mia Mardešić, responsabile del progetto presso l’HZJZ.
Gli operatori del settore sono tenuti per legge a verificare l’identità di ogni giocatore e il suo stato nel Registro prima di consentirgli di scommettere.
L’iscrizione può avvenire volontariamente o su richiesta di istituzioni competenti come i servizi sociali, le strutture sanitarie o le organizzazioni che si occupano di dipendenze.
Dalla sospensione temporanea al blocco permanente
Il periodo di esclusione può variare da tre mesi a cinque anni, fino all’esclusione permanente. La cancellazione può essere richiesta solo dopo tre mesi dall’iscrizione, indipendentemente dalla durata scelta.
Il sistema garantisce inoltre la massima riservatezza: gli operatori non hanno accesso ai dati personali degli iscritti, ma possono solo verificare se un giocatore è “autorizzato” o meno a partecipare.
“Essere iscritti nel Registro non comporta conseguenze negative sul lavoro o sull’accesso ai servizi pubblici”, sottolinea Mardešić, aggiungendo che l’obiettivo è favorire la cura e il recupero, non punire.
Una dipendenza come tutte le altre
Secondo Ante Bagarić, psichiatra del reparto per le dipendenze dell’Ospedale psichiatrico “Vrapče” di Zagabria, la dipendenza dal gioco “ha lo stesso meccanismo di qualsiasi altra forma di dipendenza”. All’inizio il gioco genera euforia, ma presto diventa un bisogno compulsivo che serve solo a sedare l’ansia e il desiderio.
“Un tempo i pazienti perdevo 1.000 o 10.000 euro. Oggi arrivano persone che hanno perso case, famiglie e milioni. Il gioco può distruggere un’intera vita”, racconta Bagarić.
Secondo lo psichiatra, il trattamento offre buoni risultati, ma solo un terzo dei pazienti riesce a mantenere l’astinenza dopo la prima terapia. Un altro terzo ricade nel gioco, mentre il restante vive tra periodi di stabilità e ricadute.
Per questo Bagarić considera il Registro un passo fondamentale: “Molti, nei momenti di lucidità, sceglieranno di escludersi. Quando la voglia di giocare tornerà, non potranno più farlo: ed è proprio lì che inizia la guarigione”.
Una sfida sanitaria e sociale
Sebbene il tasso di partecipazione al gioco in Croazia resti stabile nel tempo, gli esperti avvertono che la dipendenza continua a rappresentare un problema di salute pubblica di primo piano.
Con il nuovo Registro, la Croazia entra così nel gruppo dei Paesi europei che adottano strategie di prevenzione centralizzata contro la ludopatia, offrendo una via d’uscita a chi decide di chiedere aiuto prima che il gioco si trasformi in rovina.
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