Croazia: 23 casi. Obbligo mascherina sui mezzi pubblici

I cittadini provenienti da Bosnia ed Erzegovina, Kosovo, Serbia e Macedonia del Nord che entreranno in Croazia dovranno mettersi in autoisolamento per 14 giorni

Le operaie della Tekop Nova di Pola producono mascherine. Foto Dusko Marusic/PIXSELL

Da domani, giovedì 25 giugno, in Croazia ritorna l’obbligo di indossare le mascherine protettive sugli autobus. “I conducenti dei pullman e i passeggeri dovranno essere muniti di mascherine. Coloro che ne saranno sprovvisti non potranno salire sui mezzi pubblici”. È quanto dichiarato dal responsabile della task force della Protezione civile nazionale Davor Božinović, durante la conferenza stampa dell’unità di crisi tornata a rivolgersi ai giornalisti per annunciare le misure che vengono adottate a partire dalla mezzanotte, visto che negli ultimi giorni la curva dei contagi da Covid-19 è tornata a salire in modo consistente. Da qui anche la decisione che riguarda i confini con i Paesi vicini. “I cittadini provenienti da Bosnia ed Erzegovina, Kosovo, Serbia e Macedonia del Nord una volta giunti in Croazia dovranno mettersi in autoisolamento per 14 giorni. Se saranno solo di passaggio invece non dovranno sottostare a tale regime”. Ha fatto sapere Božinović.
Intanto nelle ultime 24 ore in Croazia sono stati effettuati 645 test e 22 sono risultati positivi al Covid-19. Il numero complessivo di contagiati è salito a 2.388. I nuovi casi di coronavirus sono stati registrati in varie parti del Paese: 11 nella città di Zagabria, 4 nella Regione di Osijek e della Baranja. Un solo caso di Covid-19 c’è stato invece nelle Regioni di Zagabria, della Krapina e dello Zagorje, di Vukovar e dello Srijem, di Zara e della Regione litoraneo-montana.

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