Il primo gennaio in Croazia segna l’entrata in vigore di una serie di leggi e provvedimenti che introducono cambiamenti significativi in diversi ambiti della vita pubblica, dall’urbanistica al sistema pensionistico, dalla sanità alla cultura. Alcune delle nuove norme hanno già suscitato forti polemiche politiche e sociali, mentre altre puntano a migliorare l’accesso ai diritti e ai servizi.
Tra le novità più rilevanti figurano le leggi sulla gestione del territorio, sull’edilizia e sull’efficienza energetica degli edifici, approvate dal Parlamento a fine anno a maggioranza, nonostante il voto contrario dell’opposizione. I provvedimenti, spesso indicati come “le leggi di Bačić”, dal nome del ministro competente, introducono l’obbligo di digitalizzazione e standardizzazione di tutti i piani urbanistici, che dovranno essere collegati al sistema elettronico delle autorizzazioni edilizie.
Secondo il nuovo impianto normativo, il rilascio delle concessioni edilizie, in particolare per le abitazioni unifamiliari, non dovrebbe superare i trenta giorni. Vengono inoltre fissati limiti più stringenti per la suddivisione in unità immobiliari degli edifici turistici, consentita solo nelle zone destinate agli alberghi di alta categoria. Per la prima volta diventa obbligatorio anche il Piano di manutenzione degli edifici e l’adozione del modello digitale BIM, che mette in rete progettisti, investitori e imprese in un unico sistema tridimensionale.
Ritorna inoltre l’istituto della ricomposizione fondiaria urbana, abolito nel 2014, che potrà essere attivato anche su richiesta della maggioranza dei proprietari dei terreni interessati.
Dal primo gennaio scattano anche le sanzioni per gli amministratori condominiali che non abbiano richiesto il codice identificativo fiscale degli edifici.
L’opposizione ha duramente contestato queste riforme, accusando il governo di favorire i grandi interessi economici a scapito dei cittadini, e ha annunciato il ricorso alla Corte costituzionale e l’eventuale avvio di una raccolta firme per un referendum.
Abolizione della penalizzazione per il pensionamento anticipato
Importanti novità arrivano anche sul fronte delle pensioni. Alcune disposizioni del nuovo sistema previdenziale, approvato la scorsa estate, entrano ora pienamente in applicazione.
La misura più attesa è l’abolizione della penalizzazione per chi è andato in pensione anticipata: al compimento dei 70 anni viene eliminata la riduzione dell’assegno, anche per chi aveva già maturato l’età prima del 1° gennaio 2026.
Dal primo gennaio aumenta inoltre del 10 per cento l’importo delle pensioni di invalidità, grazie all’innalzamento del coefficiente di calcolo. Viene ampliata anche la possibilità di continuare a lavorare dopo i 65 anni percependo contemporaneamente metà della pensione, inclusa l’attività a tempo pieno. Nuove regole riguardano anche artigiani e liberi professionisti, che potranno accedere alla pensione senza cessare l’attività, e le persone con invalidità che svolgono lavori a orario ridotto.
Entrano in vigore anche modifiche alla gestione dei fondi pensione complementari e la nuova soglia del salario minimo per il 2026, fissata a 1.050 euro lordi.
Paletti al lavoro «privato» dei medici
Nel settore sanitario, il Ministero della Salute introduce criteri più restrittivi per il lavoro supplementare dei medici e degli operatori sanitari presso strutture private. A partire dal nuovo anno, l’autorizzazione è legata alle liste d’attesa nelle strutture pubbliche di appartenenza: nelle specialità in cui l’attesa supera i 120 giorni, il lavoro aggiuntivo non è più consentito. Le nuove regole si applicano subito a chi presenta una nuova richiesta, mentre per gli accordi già in essere entreranno in vigore al rinnovo del contratto.
Arriva il voucher cultura
Sul fronte culturale debutta la Carta culturale: i giovani che compiono 18 anni dal primo gennaio ricevono un voucher da 100 euro da spendere in libri, cinema, teatro, concerti, mostre o abbonamenti ai quotidiani. L’obiettivo è avvicinare le nuove generazioni al mondo della cultura e sostenere al tempo stesso il settore creativo.
Aumenta la retribuzione minima per gli studenti
Infine, aumentano le tutele per gli studenti lavoratori: la retribuzione minima per i lavori occasionali sale a 6,56 euro l’ora e cresce anche la soglia di reddito esente da imposte, che nel 2026 raggiunge i 12.000 euro.
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