CRO Race. Re McNulty, atto secondo

A Zagabria tutto come un anno fa: lo statunitense s’impone nella classifica finale, l’israeliano Oded Kogut vince l’ultima tappa

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CRO Race. Re McNulty, atto secondo
Brandon McNulty Fhoto: Davor Puklavec/PIXSELL

A Zagabria è andato in onda un film già visto esattamente un anno fa. L’israeliano Oded Kogut (Israel Premier Tech) vince l’ultima tappa, mentre lo statunitense Brandon McNulty (UAE Emirates) si aggiudica la CRO Race. Il ciclista a stelle e striscie entra dalla porta principale nella storia del Giro di Croazia essendo diventato l’unico in grado di difendere il titolo dell’anno precedente. McNulty nel 2024 si era imposto con soli 8 secondi di vantaggio sul danese Andresen, quest’anno ha esagerato e ha inflitto un minuto e 39 secondi al secondo classificato, l’italiano Edoardo Zambanini della Bahrain Victorious. Terza piazza a soli 10 secondi da Zambanini per il polacco Michal Kwiatkowski (INEOS Grenadiers), campione del mondo su strada del 2014. Fuori dal podio per soli 9 secondi lo spagnolo Joel Nicolau della Caja Rural. La maglia verde per il migliore nei Gran premi della montagna è andata all’olandese Casper Van der Woude (Metec), mentre quella di migliore giovane al talento sloveno Jakub Omrzel (Bahrain Victorious). La classifica a punti, che ha premiato il migliore nelle volate, è andata ovviamente sulle spalle del francese Paul Magnier (Sooudal Quickstep), un altro che ha riscritto la storia della CRO Race essendo stato capace di portarsi a casa quattro vittorie di tappa in una stessa edizione. Sinora nessuno è andato oltre i due successi parziali in una singola edizione.

Nel fine settimana decisivo della CRO Race si è entrati con il discorso praticamente chiuso per quel che riguarda il primo posto nella classifica generale grazie al vantaggio di 1’39’’ che McNulty aveva accumulato dopo il successo nella quarta frazione da Veglia città ad Albona. La quinta frazione si è corsa da Karlovac a Sveta Nedelja (150 km) ed è stata caratterizzata da uno splendido sole. Un copione già visto anche in questo caso, con la classica fuga di giornata che è stata annullata all’ultima salita verso Plešivica che comunque non ha messo fuori gioco i velocisti. E il velocista principe di quest’edizione Paul Magnier ha nuovamente fatto la voce grossa andando a vincere davanti al portoghese Ivo Oliveira (UAE Emirates) e Pau MIquel (Kern Pharma).

Tutt’altre condizioni meteorologiche per la tappa finale corsa ieri da Samobor a Zagabria, con la linea d’arrivo posta davanti alla Biblioteca nazionale e universitaria. Una frazione di 156,5 chilometri durante i quali i concorrenti sono stati accompagnati da un’incessante pioggia. Già prima della partenza gli organizzatori in sintonia con i giudici di gara hanno deciso di neutralizzare i tempi per la classifica generale a 15 km dall’arrivo, ovvero al primo passaggio davanti alla Biblioteca. Una decisione saggia per evitare rischi sulle strade bagnate del circuito cittadino. Anche in questo caso una fuga a cinque che per poco non riusciva a sortire l’effetto desiderato. Gli ultimi fuggitivi sono stati raggiunti a 1,2 chilometri dall’arrivo quando si sono scatenati i velocisti. E stavolta a gioire nella volata non è stato Magnier, il quale forse un po’ stanco non è riuscito a superare l’israeliano Kogut, mentre l’olandese Danny van Poppel si è dovuto accontentare del terzo posto.

«Adesso è tempo di riposare»

McNulty dunque ha mantenuto la corona. Una bella gioia dopo i recenti successi al Giro di Polonia, al Gran Premio di Montreal e al Giro del Lussemburgo. “Eravamo coscienti del fatto che la quarta tappa sarebbe stata decisiva con la salita sulla Schitazza e che nelle ultime due frazioni sarebbe bastato controllare la corsa. Anche se alla fine è stato molto difficile a causa del freddo e della pioggia. Questo è stato un ottimo anno per me. Adesso è tempo di riposare. Inizierò a pensare alla prossima stagione appena a dicembre”, ha detto lo statunitense.

«Miholjević soddisfatto e orgoglioso»

A fine corsa il direttore Vladimir Miholjević è stato soddisfatto e orgoglioso. “Sono orgoglioso della squadra che mi ha aiutato nell’organizzazione della corsa. Avere un vincitore del calibro di McNulty è il migliore regalo che abbiamo potuto ricevere per la decima edizione. Sappiamo chi è McNulty, sappiamo che cosa significhi la UAE Emirates, la sua squadra, nel ciclismo mondiale e per quel che ci riguarda non poteva andare meglio. Bravo anche il campione croato in carica Nicolas Gojković, settimo nell’ultima tappa”, ha detto Miholjević, che ha mandato una frecciatina a suo figlio Fran, ciclista della Bahrain Victorious. “Doveva analizzare meglio l’arrivo della tappa di sabato in quanto aveva tutte le carte in regola per centrare un bel risultato”.

Dunque tutto bene dopo un’edizione che ha avuto un “nemico” contro il quale non può combattere, il maltempo, che ha anche accorciato una tappa. Ma nonostante ciò la corsa si è chiusa senza nei e oggi dovrebbe arrivare il premio più ambito. Nella giornata di lunedì infatti dovrebbe venire pubblicato il calendario del circuito Pro Series per il 2025 e dovrebbe esservi inserita anche la CRO Race che in questo modo farebbe un salto di categoria. Meritato.

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