Crisi jet fuel: estate incerta per il turismo croato

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Crisi jet fuel: estate incerta per il turismo croato
Alcuni passeggeri scendono dall'aereo allo scalo di Zara. Foto: Dino Stanin/PIXSELL

Una possibile crisi del carburante per aerei rischia di avere effetti immediati su voli, prezzi e turismo. La carenza di jet fuel potrebbe infatti tradursi in biglietti più cari e meno collegamenti, con conseguenze dirette anche sugli arrivi in Croazia, soprattutto in vista dell’alta stagione estiva.

Secondo diverse compagnie aeree, le scorte disponibili basterebbero appena per due o tre settimane. Un segnale che ha spinto ACI Europe a lanciare un allarme formale, chiedendo interventi urgenti a livello europeo.

Al centro della crisi c’è lo Stretto di Hormuz, una delle rotte energetiche più importanti al mondo, attraverso cui passa circa il 40% delle forniture globali di carburante per aerei. Le tensioni legate al conflitto in Iran stanno rallentando i flussi, creando forti incertezze sulla distribuzione.

Se la situazione non si normalizzerà rapidamente, già da maggio potrebbero verificarsi disservizi significativi. Nel frattempo, i prezzi del carburante sono già raddoppiati dall’inizio della crisi, e le stime parlano di un aumento dei biglietti aerei di almeno il 25%.

Turisti rassegnati: «Prezzi inevitabilmente più alti»

Chi è già in vacanza sembra aver accettato la situazione. “Probabilmente i prezzi saliranno, è inevitabile”, racconta Michael, turista irlandese, a net.hr Più netta la posizione della connazionale Mary: “Abbiamo comprato i biglietti mesi fa, quindi abbiamo risparmiato. Ma quest’estate resteremo in Irlanda, ormai è troppo caro viaggiare”.

Una percezione condivisa da molti visitatori, che iniziano a rivedere i propri piani proprio a causa dei costi in aumento.

Zara vola nella preseason, ma resta l’incognita carburante

Nonostante il quadro incerto, segnali positivi arrivano da Zara, dove la stagione turistica è partita bene. L’aeroporto locale registra un +17% ad aprile rispetto allo scorso anno, con oltre 70 destinazioni collegate e più di 1,6 milioni di passeggeri transitati nel 2023.

Anche eventi locali come il festival Tuna, sushi & wine attirano sempre più visitatori stranieri. “Si vede e si sente camminando per la città: i turisti sono in aumento”, spiega la direttrice dell’ente turistico Iva Bencun.

Tuttavia, tutte le infrastrutture aeroportuali croate dipendono dalle forniture di INA, e la situazione resta allineata a quella del resto d’Europa.

Meno voli e nuove strategie

Alcune compagnie hanno già iniziato a ridurre i voli e ritoccare i prezzi. Il settore turistico si prepara quindi a una stagione complessa, fatta di adattamenti e scelte strategiche.
Secondo gli operatori, in caso di ulteriori tagli verranno penalizzate soprattutto le tratte più lunghe, sia per l’elevato consumo di carburante sia per il clima di incertezza. Le rotte più brevi, invece, dovrebbero essere mantenute.

La Croazia punta anche sul turismo su strada, ma non tutti possono permetterselo. “Arrivare in auto? Troppo costoso per noi”, spiega Robert, turista slovacco. Dello stesso avviso Naya, studentessa americana a Praga: “Prima volavo con 20 euro, ora si superano i 50”.

Nel frattempo, ACI Europe ha chiesto l’introduzione di un sistema di monitoraggio delle forniture a livello Ue, per sostenere un settore cruciale come quello aereo e proteggere le economie fortemente dipendenti dal turismo.

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