Criptovalute: anziano fiumano truffato per oltre 700mila euro

Falsi broker, accessi ai computer e perdite ingenti: come proteggersi

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Criptovalute: anziano fiumano truffato per oltre 700mila euro
Foto: Jurica Galoic/PIXSELL

La Questura della Regione di Bjelovar e della Bilogora ha reso noto che cittadini sono stati truffati con raggiri legati agli investimenti in criptovalute per un importo complessivo superiore ai 700 mila euro. Gli investigatori avvertono che i truffatori sono molto convincenti e colpiscono persone di tutte le età, costruendo fiducia e promettendo guadagni rapidi.

Nel primo caso, una donna di 67 anni della zona di Daruvar nel 2021 si è imbattuta in un falso annuncio online di investimento in criptovalute. Contattata da un uomo che si presentava come broker, ha versato inizialmente 300 dollari. Convinta da comunicazioni apparentemente professionali e da finti calcoli di guadagno, nel giro di poche settimane ha effettuato altri versamenti per circa 45mila euro, fino a rendersi conto della truffa.

Ben più grave il secondo episodio: un uomo di 73 anni dell’area di Fiume ha perso oltre 670mila euro. Dopo un primo investimento di 3mila euro, su consiglio di un sedicente broker ha inviato quasi 200mila euro, convinto di ottenere guadagni maggiori. Quando gli è stato detto che il suo conto era in perdita, un altro falso broker lo ha contattato promettendo di recuperare il denaro investendo ulteriormente. Tra agosto e ottobre 2021 l’uomo ha trasferito più di 470mila euro su un conto estero e ha persino concesso ai truffatori l’accesso remoto al proprio computer tramite un’applicazione, perdendo il controllo dei movimenti bancari.

La polizia sottolinea che i truffatori utilizzano sempre lo stesso schema: si presentano come esperti, parlano con linguaggio tecnico, mostrano documenti falsi e grafici manipolati, offrono assistenza costante e inducono a versamenti sempre maggiori.

Le autorità invitano i cittadini a verificare sempre piattaforme e società prima di investire in criptovalute, controllando che siano registrate e autorizzate. Nessuna istituzione finanziaria seria – ricordano – chiede di accedere da remoto al computer del cliente. Inoltre, non si devono mai inviare a sconosciuti foto dei propri documenti d’identità, bollette o immagini personali, né fornire i dati della carta di pagamento come numero, data di scadenza e codice CVV.

La polizia invita chiunque sospetti di essere stato raggirato o abbia dubbi su investimenti a contattarla immediatamente.

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