Covid. Martedì in Istria pronte le strutture per i turisti «sospetti»

«Nella penisola soggiornano più di 40mila vacanzieri e dobbiamo essere pronti per ogni eventualità»

Una panoramica di Parenzo con in primo piano la riva e il marina. Foto Ivo Vidotto

L’Istria non aspetta nessuno e fa da sola. Dopo i due nuovi casi di coronavirus registrati giovedì 18 giugno dopo 70 giorni in cui la penisola è stata “coronafree”, la task force regionale ha deciso di innalzare il livello di allerta. Così, da martedì 23 giugno tutte le Città e i comuni dovranno indicare le strutture che ospiteranno i turisti che dovrebbero accusare sintomi da coronavirus o che potrebbero risultate positivi al Covid-19.
Il responsabile dell’Unità di crisi della Protezione civile istriana, Dino Kozlevac, ha detto che “è da tre settimane che aspettiamo un protocollo da seguire”, che però tarda ad arrivare dal Comando nazionale della Protezione civile. “Non possiamo più aspettare, anche perché in Istria attualmente soggiornano circa 40mila vacanzieri e dobbiamo essere pronti per ogni evenienza”. Parlando di queste strutture, Kozlevac ha precisato che gli alberghi hanno destinato il 10% delle proprie capacità per eventuali isolamenti e quarantene, mentre è compito delle Città e dei comuni di trovare altri edifici che saranno adibiti per questa eventualità.
Il responsabile della task force istriana si è lamentato anche delle ispezioni preposte, che “non fanno il proprio dovere, ossia non sanzionano quelle attività in cui il distanziamento sociale e altre misure che abbiamo raccomandato per evitare i contagi, non vengono rispettate”. Kozlevac ha concluso invitando i cittadini a non rilassarsi troppo e a mantenere le distanze fisiche, a indossare le mascherine negli ambienti chiusi e a lavare le mani”.

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