Covid. L’Ateneo di Pola opta per un sistema ibrido

All’Università «Juraj Dobrila» parte delle lezioni si terrà in presenza, parte online

La Facoltà d’economia dell’Università Juraj Dobrila

Quale sarà il prossimo futuro dell’Università di Pola in regime di pandemia? La didattica online ha funzionato, ma come si espleterà dal 5 ottobre in poi quando è prevista l’inaugurazione dell’Anno accademico 2020/2021? In mancanza di certezze il Senato dell’Ateneo ha comunque messo in campo risorse organizzative e modalità di contenimento di possibili contagi e di prevenzione dell’ingresso del virus nelle aule universitarie. Nelle Facoltà, nei Dipartimenti e all’Accademia di musica vedrà la propria implementazione un modello “ibrido” di svolgimento delle lezioni: sia a distanza sia in presenza, secondo orari resi pubblici sulle pagine Internet di ciascun polo didattico.
Le indicazioni in merito ai modelli di proponimento del programma formativo universitario fornite lo scorso 31 agosto dall’Istituto nazionale della salute pubblica suggeriscono di privilegiare le lezioni in presenza, tuttavia il Senato di Pola ha optato per un modello misto. Un tanto perché il Consiglio nazionale per la scienza, l’istruzione superiore e lo sviluppo tecnologico ha concesso alle istituzioni universitarie la possibilità di scelta tra tre modelli, analoghi a quelli proposti per le elementari e le medie di Croazia. Le lezioni alla vecchia e tradizionale maniera non risultano del tutto accettabili per ragioni di sicurezza, dal momento che la facoltà istriana è frequentata da un enorme numero di studenti provenienti da altre regioni del Paese con una ben più spiccata incidenza di contagi. E si sa che cosa significhi l’ambiente universitario: aule studio, biblioteca, caffè ai distributori, chiacchierate nei corridoi, sulle scale, è luogo fatto anche di incontri, contaminazione e scambio, mentre il presente e futuro offrono la scappatoia di un monitor sempre acceso. Tutto può stare dentro al computer: lezioni, professori, comunicati, esami, piano studi. D’altra parte, come segnalato dal Senato, l’utilizzo delle piattaforme di tele-didattica, spesso mancante di prerequisiti tecnico-informatici, non si mostra appropriato per assicurare sempre una didattica di alta qualità. Dunque,s arà indispensabile fare presenza per lezioni, soprattutto pratiche e da laboratorio, cercando di non superare il tetto massimo del 49 per cento con la parte di lezioni da tenere online. Soltanto in caso di peggioramento del quadro epidemiologico e di ritorno al lockdown, si passerebbe alle lezioni a distanza. Nel frattempo l’ora della didattica in presenza si riduce a soli 35 minuti, le lezioni classiche dalla cattedra e in laboratorio si concentreranno in blocchi di più ore (4 al massimo), tra intervalli di sanificazione delle aule. Si farà lezione esclusivamente nelle aule più spaziose, con osservanza delle regole del distanziamento e qualora si rendesse necessario, i frequentatori di un medesimo corso verranno suddivisi in più gruppi. Le lezioni avranno inizio con orari diversi, al fine di permettere ingressi scaglionati ogni 15 minuti e sarà in vigore il divieto di sosta nei corridoi. Gli esami si potranno sostenere in base alle disposizioni fornite in giugno sia in presenza sia a distanza, evitando prove scritte e privilegiando gli orali e gli scritti inviati on line. Oltre a tanto si aggiungono tutta una serie di misure di sicurezza: regole per i rifornimenti degli edifici, per l’ingresso del personale di servizio, obbligo dell’uso della mascherina per tutti, misurazioni con i termoscanner, dichiarazioni firmate al momento di entrare e altre “amenità” imposte dal Covid.

Facebook Commenti