Covid. La task force del Quarnero: «Servono misure come a marzo»

Il responsabile dell'Unità di crisi della Regione litornaeo-montana, Marko Boras Mandić: «Andrebbero riattivate le decisioni prese quando il coronavirus aveva colpito duramente le regioni settentrionali dell'Italia»

Il valico croato-sloveno di Rupa. Foto Goran Žiković

In conformità con gli ultimi avvenimenti legati all’emergenza Covid-19 e alle norme in vigore, la task force della Protezione civile della Regione litornaeo-montana rende noto che sono stati messi in atto ulteriori controlli volti a garantire le varie attività durante la stagione turistica e quelle imprenditoriali nell’area quarnerina. Inoltre, è stato richiesto un controllo più severo ai confini nazionali per i cittadini dei Paesi a rischio, quali la Bosnia ed Erzegovina, Serbia, Macedonia e Kosovo, dove l’emergenza coronavirus non si placa.
Secondo quanto dichiarato da Marko Boras Mandić, a capo dell’Unità di crisi regionale, “l’attuale situazione indica che tali misure sono necessarie e che tutti i turisti che provengono da questi Paesidovrebbero sottoporsi a un controllo epidemiologico più approfondito, onde evitare il propagarsi del virus nell’area quarnerina”. In pratica Borsa Mandić chiede di riattivare “le misure che erano state adottate quando il coronavirus aveva investito l’Italia”.
Gli organizzatori delle varie manifestazioni con un alto numero di visitatori vengono invitati ad attenersi alle norme igienico-sanitarie in atto o, in caso di impossibilità, di annullare l’evento. La Regione litoraneo-montana, grazie alle alle tempestive decisioni prese dalla task force in collaborazione con gli epidemiologi, il sistema sanitario e la responsabilità dimostrata da tutti i cittadini, registra un quadro epidemiologico stabile e da diverso tempo non registra nuovi casi di infetti.

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