Covid. La Slovenia sbarra i confini: colpiti anche i transfrontalieri

Il confine croato-sloveno di Castelvenere, in Istria. Foto: Srecko Niketic/PIXSELL

Il governo sloveno ha deciso di modificare il regime di transito ai confini. Pertanto da domani, venerdì 5 febbraio, i lavoratori transfrontalieri potranno entrare nel Paese soltanto se muniti di un test PCR o di un test antigenico rapido non più vecchio di sette giorni evitando così la quarantena. Una decisione, questa, destinata a creare non pochi disagi ad alcune migliaia di lavoratori transfrontalieri che dalla Croazia quotidianamente vanno a lavorare nel vicino Paese. Tale misura riguarderà pure coloro che arriveranno in Slovenia per sottoporsi a cure mediche, offrire assistenza ai familiari oppure per effettuare lavori di manutenzione riguardanti beni o terreni. I lavoratori transfrontalieri in rapporto di lavoro in un Paese dell’Unione europea o in un altro Stato dell’area Schengen, potranno entrare in Slovenia esibendo un test antiCovid negativo effettuato negli ultimi 7 giorni. Il tampone sarà valido se eseguito in un Paese dell’Unione europea oppure in uno Stato dell’area Schengen. Il nuovo decreto governativo, che verrà esaminato ogni settimana, riguarda pure studenti e persone che si recheranno in Slovenia per partecipare a ricerche scientifiche o a corsi di formazione professionale. La misura riguarda anche i cittadini dell’Ue e dell’area Schengen che arrivano in Slovenia o sono in transito per offrire assistenza e aiuto ai membri del nucleo familiare, per lavori di manutenzione di beni o lotti di terreno ed altro. Potranno entrare in Slovenia senza test e quarantena i rappresentanti del corpo diplomatico, gli appartenenti all’Esercito e alla Polizia in partenza o in arrivo da missioni all’estero. Finora i lavoratori transfrontalieri e gli appartenenti ad altre categorie potevano attraversare il confine sloveno senza dover esibire il test antiCovid negativo.

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