Covid in Croazia: numeri da lockdown. Ma il governo: «È inutile»

Numeri da capogiro, ma che non smuovono la task force nazionale e il governo, che continuano a non vuole sentire parlare di misure più stringenti o addirittura di lockdown. Negli ultimi dieci giorni, infatti, in Croazia sono stati registrati quassi 22mila nuovi casi di Covid, mentre nello stesso periodo si sono avuti 332 decessi. Sempre negli ultimi dieci giorni sono state ricoverate in ospedale oltre 400 persone: il 6 novembre erano attaccati al respiratore 135 pazienti, oggi sono 194. Nonostante questa terribile statistica il capo dell’ufficio del premier, Zvonimir Frka-Petešić, al termine della riunione di ieri, domenica 15 novembre, tra il primo ministro Plenković e il Comitato tecnico-scientifico, ha dichiarato che “non si vedono degli effetti positivi da tutti questi lockdown in giro per l’Europa”.
La situazione sembra fuori controllo, come dimostra anche il dato del Centro europeo per la prevenzione e il controllo delle malattie (Ecdc): negli ultimi 14 giorni la Croazia registra 798 casi su 100mila abitanti. Fanno peggio solo Repubblica Ceca (1.156), Austria (1.034), Slovenia (952), Francia (880,4) e Polonia (864,8). Anche l’incidenza dei decessi su 100mila abitanti non è delle migliori: la Croazia è al sesto posto in Europa con 11,3 morti, dietro solo a Repubblica Ceca (26,4), Belgio (22,8), Ungheria (13,1), Slovenia (12,9) e Bulgara  (11,6).

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