Fume: si rischia la chiusura dei bar e delle palestre

Le terrazze dei bar in Corso, a Fiume, sono sempre pieni. Foto Goran Žiković

Se entro una settimana la curva dei contagi non scende, si chiuderanno le terrazze di bar e ristoranti, nonché le palestre. Lo annuncia Mladen Šćulac al termine della consueta riunione giornaliera della task force regionale della Protezione civile di cui è capo dallo scorso autunno. All’incontro con i media, Šćulac ha elencato le conclusioni: “Una delle conclusioni è che richiederemo in forma scritta dall’unità di crisi nazionale un numero maggiore di vaccini in funzione della stagione turistica e per gli operatori nella sanità. Se la Repubblica di Croazia dovesse importarein via straordinaria dei contingenti di vaccino, la Regione litoraneo-montana sarà disposta a contribuire finanziariamente. Rispetto alle altre regioni, abbiamo un grande numero di tamponi, affiancando Zagabria e la sua Regione. Poniamo l’accento un’altra volta sulla necessità di effettuare più controlli sui mezzi di trasporto pubblici, nei centri commerciali, nei locali, come pure nell’ambito di assembramenti pubblici e in ambito privato. Sono i segmenti che riteniamo problematici. Se i numeri non scenderanno, saremo costretti a chiedere alla task force nazionale di chiudere le terrazze dei bar, le palestre e limitare gli incontri tra più persone. Lanciamo nuovamente l’appello ai datori di lavoro di organizzare dei turni oppure di passare al lavoro da remoto”.

Le trasgressioni

Con l’allentamento delle misure di contenimento del contagio si registrano anche più trasgressioni. Nel resoconto della polizia ci sono 20 casi di violazione dell’obbligo di autoisolamento domiciliare, 9 casi in cui non è stata indossata la mascherina, due assembramenti e 1274 osservazioni riguardanti i locali.
Non è un segreto che i giovani, soprattutto nel fine settimana, si ritrovino all’aperto in grande numero, senza mascherine e senza rispettare il distanziamento, dopo le 22 quando chiudono i locali pubblici. La movida si trasferisce in maniera informale un po’ dovunque, in parchi e piazze. Non a caso, sono proprio i giovani, gente in età lavorativa, a prevalere nelle statistiche dei nuovi contagiati. Il direttore dell’Istituto regionale per la salute pubblica Vladimir Mičović non nasconde la sua preoccupazione: “Nell’ultima settimana l’aumento è notevole. Non ci aspettavamo che aumentasse del 40 per cento. I nuovi casi ieri erano 234, meno dei 256 del giorno precedente e dei 300 di mercoledì, dimostrano che non si stia riuscendo ad arginare la diffusione tra la popolazione.

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