COVID-19. La vita nell’FVG con le nuove disposizioni

Sono saliti a 57 i casi confermati in Friuli Venezia Giulia dove da oggi, domenica 8 marzo, al 3 aprile, rimarranno chiusi pub, discoteche, musei, cinema, teatri ed eventi sportivi. Bar e ristoranti avranno l’obbligo di far rispettare la distanza interpersonale di un metro.
Ecco nel dettaglio le nuove disposizioni:
– sono sospese le attività di pub, scuole di ballo, sale giochi, sale scommesse e sale bingo, discoteche e locali assimilati;
– è sospesa l’apertura dei musei e di altri istituti e luoghi di cultura. Sospesa anche l’attività di cinema e teatri;
– svolgimento dell’attività di ristorazione e bar, con obbligo a carico del gestore di far rispettare la distanza di sicurezza interpersonale di un metro, con sanzione della sospensione dell’attività in caso di violazione;
– è fortemente raccomandato presso gli esercizi commerciali, all’aperto e al chiuso, che il gestore garantisca un accesso con modalità contingentate per impedire assembramenti di persone, sempre nel rispetto della distanza interpersonale di un metro;
– sono sospesi eventi sportivi di ogni ordine e disciplina, svolti in ogni luogo: pubblico o privato. Resta consentito lo svolgimento dei predetti eventi, nonché gli allenamenti degli atleti agonisti, all’interno di impianti a porte chiuse. In ogni caso le associazioni e le società sportive sono tenute, attraverso il proprio personale medico, ai controlli idonei a contenere il rischio di diffusione del virus tra gli atleti, gli accompagnatori, i tecnici e di dirigenti.
Ricorderemo che da oggi è vietato ogni spostamento nell’intera Lombardia e in quattordici province di Veneto, Emilia Romagna, Piemonte e Marche. Giuseppe Conte ha firmato un decreto che limita le possibilità di movimento nelle zone più colpite dal coronavirus. Non è un “divieto assoluto”, ha spiegato Conte, “non si ferma tutto”, non si bloccano treni e aerei: sarà possibile muoversi per comprovate esigenze lavorative o per emergenze e motivi di salute. Ma la polizia potrà fermare i cittadini e chiedere loro perché si stiano spostando in territori dove la crescita dei casi di contagio porta il governo a disporre misure mai così restrittive. “Mi assumo la responsabilità politica” delle decisioni che vengono prese in queste ore: “Ce la faremo”, ha detto Conte questa notte. E ha lanciato un appello alla “auto responsabilità”: per fermare il contagio non si può più “fare i furbi”, ha detto invitando i ragazzi a stare in casa a leggere e tutelare così la salute dei loro nonni.

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