Marin Corva. Nel 2026 spazio alle nuove leve

Il presidente della Giunta Esecutiva dell’Unione Italiana

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Marin Corva. Nel 2026 spazio alle nuove leve
Marin Corva Foto Erika Barnaba

“L’augurio che faccio ai connazionali e ai lettori de La Voce del Popolo è quello di un 2026 colmo di soddisfazioni, sia a livello personale che a livello professionale, e che si avveri quello che ci siamo prefissati e quelli che sono i nostri desideri, in primis che tutti stiamo in buona salute; che effettivamente si realizzino le nostre aspettative, i nostri progetti e i nostri sogni. Anche nell’ambito del lavoro della Giunta Esecutiva c’è la speranza che nel 2026 si portino a termine dei progetti conclusivi di questo mio secondo mandato, un mandato sicuramente non semplice, considerato il fatto che l’Unione Italiana in questi anni ha dovuto un po’ fare una revisione anche del modo di comunicare verso l’esterno. Non possiamo ovviamente dimenticare tutto il periodo del Covid che ha contrassegnato la realtà mondiale e che ha inciso anche su di noi. Dunque, nel contesto della Giunta Esecutiva l’augurio è che l’anno prossimo tutti i progetti importanti che abbiamo avviato vengano portati a conclusione: per esempio quelli scolastici, e in particolare mi riferisco all’asilo di Fiume, alla scuola elementare di Cittanova e all’asilo di Sissano. Inoltre, abbiamo avviato il progetto della Comunità di Levade, e spero che il 2026 sia proprio l’anno nel quale assicureremo anche a questa comunità una sede adeguata alle proprie necessità. Spero inoltre che sia un anno di rinnovo, dal momento che si terranno molti appuntamenti politici: ci saranno le elezioni dell’Unione Italiana, ci saranno le elezioni in Slovenia, e c’è la speranza che si possa arrivare anche quanto prima alle elezioni degli organi dell’Unione Italiana di Capodistria, un argomento che ha inciso notevolmente in questo mandato. Spero che ci sia effettivamente un rinnovo da un punto di vista generazionale, che il mio periodo di presidenza sia un momento di passaggio tra il prima e il dopo. Il mio auspicio è quindi che nel 2026 ci siano tanti giovani che si faranno avanti, ovviamente con il sostegno dei diversamente giovani, perché l’esperienza è assolutamente indispensabile. Ciò sarebbe una conferma della vivacità della nostra comunità italiana: in tutti questi anni mi sono impegnato in prima persona nel coinvolgere i giovani nelle varie attività, e la mia aspettativa è che questo porti dei frutti, anche nel contesto dell’Edit, dove sotto questo fronte c’è stato un impegno notevole nel 2025 che sono sicuro non mancherà nel 2026. Considerati tutti i pensionamenti, mi rallegra il fatto che ci siano state delle entrate di giovani giornalisti, con una prospettiva di poter contribuire all’Edit anche negli anni futuri. Penso che questo sia un segnale importante. Detto ciò, nel 2026 non mancheranno attività rivolte anche ai meno giovani: abbiamo visto da tempo che questo connubio tra giovani e persone più mature è un’ottima opportunità. I meno giovani sono infatti chiamati a tramandare questa nostra appartenenza culturale italiana alle nuove generazioni”.

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