Corte costituzionale. Affido: via libera alle coppie gay

Storica decisione in Croazia: la sinistra gongola, i partiti di destra non ci stanno

Il presidente della Corte, Miroslav Šeparović. Foto Patrik Macek/PIXSELL

Una sentenza dal sapore storico per la Croazia. La Corte costituzionale ha infatti preso posizione in merito alle proposte di valutazione della costituzionalità di tre articoli della Legge sull’affido, considerati discriminatorie per le coppie gay da una serie di partiti e associazioni che si battono per i diritti dell’uomo. I giudici hanno concluso che i Tribunali e gli organi competenti hanno l’obbligo di concedere a tutti la possibilità di partecipare al servizio pubblico dell’affido alle medesime condizioni. Pur non accettando le proposte di abrogare gli articoli incriminali perché in tal modo si creerebbe un vuoto legislativo che i magistrati non possono colmare, la Corte costituzionale ha sancito che le norme attuali così come sono scritte hanno effetti discriminatori nei confronti delle persone e delle coppie omosessuali. Pertanto i Tribunali e le altre istituzioni pubbliche in futuro dovranno interpretare e applicare la Legge sull’affido in modo tale da permettere a tutti di ottenere l’affidamento, senza discriminazioni legate all’orientamento sessuale. La decisione della Corte costituzionale è stata presa con nove voti a favore e quattro contrari.
Le spiegazioni di Šeparović
Il presidente della Corte, Miroslav Šeparović, ha spiegato che dei quattro magistrati che hanno votato contro la delibera due sono del parere che sarebbe stato necessario permettere al Sabor di modificare la Legge controversa, mentre gli altri due ritengono che la normativa attuale non abbia effetti discriminatori. Miroslav Šeparović ha sottolineato che se la Corte avesse optato per l’abrogazione di alcuni articoli di Legge non avrebbe ottenuto l’effetto voluto, ma semplicemente avrebbe posto in forse l’applicazione di una normativa socialmente utile come quella sull’affido. I giudici, ha rilevato ancora Šeparović, hanno pertanto preferito scegliere una via alternativa, ossia quella di incaricare i Tribunali e le istituzioni competenti di applicare direttamente in questo caso le disposizioni della Costituzione, dei trattati internazionali e di altre fonti giuridiche, incluse le decisioni della Corte costituzionale stessa.
Soddisfatto il centrosinistra
Gli schieramenti politici di centrosinistra hanno subito accolto con entusiasmo la decisione dei giudici. Nel corso della conferenza stampa indetta ieri al Sabor, i deputati socialdemocratici Sabina Glasovac e Peđa Grbin, hanno rilevato che già un anno fa l’Sdp con l’appoggio di 33 parlamentari si era rivolto alla Corte costituzionale per contestare le disposizioni di legge ritenute discriminatorie. Sabina Glasovac ha pertanto definito la decisione dei giudici una grande vittoria e quella di oggi, venerdì 7 febbraio, una grande giornata per i diritti dell’uomo. Peđa Grbin ha valutato positivamente le modalità scelte dai magistrati per impedire che in futuro vi siano discriminazioni. Concretamente questo vuol dire che d’ora innanzi ogni richiesta d’affido, a prescindere se provenga da coniugi, coppie di fatto etero o omosessuali o singoli dovrà essere trattata in base agli stessi criteri. E tra questi non vi potrà più essere l’orientamento sessuale. Anche il Partito popolare, secondo partner della coalizione di governo, ha accolto con favore la decisione della Corte costituzionale, sottolineando che nessuno dev’essere discriminato nella società a causa del suo orientamento sessuale, religioso o nazionale.
Critiche dalla destra
Critiche sono giunte invece dagli ambienti della destra vicini alla Chiesa cattolica. La presidente dell’associazione In nome della famiglia, Željka Markić, ha dichiarato che la Corte costituzionale, “quale organo politico dell’Hdz e dell’Sdp ha oltrepassato le sue competenze e preso una decisione dannosa per i bambini senza genitori e per la democrazia in Croazia. Sulla stessa lunghezza d’onda anche l’associazione Vigilare. Alquanto sibillina la posizione dell’Hdz. Il capogruppo al Sabor, Branko Bačić, pur rilevando che le decisioni della Corte costituzionale devono essere rispettate, ha evidenziato che all’atto dell’approvazione della Legge sull’affido l’Hdz ha manifestato chiaramente la sua posizione, ossia ha rilevato che l’affido può essere concesso alle persone eterosessuali e ha respinto l’emendamento del partner di coalizione, il Partito popolare, con cui si chiedeva il via libera anche per le coppie gay.

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