Corruzione. In manette il direttore della Janaf. Coinvolti anche due parlamentari

Un agente di polizia davanti alla sede della janaf a Zagabria

Un nuovo scandalo si abbatte sulla scena economico-politico croata. Oggi, giovedì 17 settembre, l’Anticorruzione (Uskok) , in collaborazione con la Polizia, ha fatto scattare le manette ai polsi di diverse persone. Il più in vista è sicuramente il direttore della Janaf (Jadranski naftovod – Oleodotto Adriatico), Dragan Kovačević. Secondo indiscrezioni, il capo d’accusa è favoreggiamento di alcune aziende per ottenere degli appalti dalla Janaf. Kovačević avrebbe intascato una tangente da 1,9 milioni di kune (250 mila euro), che gli è sarebbe stata consegnata dal proprietario di una società che ha ottenuto un appalto dalla Janaf del valore di 40 milioni di kune (5,3 milioni di euro circa).
Gli agenti hanno perquisito la casa di Kovačević e la sede della Janaf a Zagabria. Inoltre, sempre secondo fonti ben informate, al Parlamento è giunta la richiesta per la revoca dell’immunità a due deputati, che sarebbero coinvolti nell’indagine: si tratta di Dražen Barišić (Hdz),sindaco di Velika Gorica (cittadina a una trentina di chilometri a sud di Zagabria) e di Vinko Grgić (Sdp), sindaco di Nova Gradiška (nel sud-est della Croazia, al confine con la Bosnia).

Gli impianti della Janaf a Castelmuschio (Omišalj) sull’isola di Veglia (Krk)

Lo Stato è azionista di maggioranza

La Janaf nel 2019 ha realizzato ricavi per oltre 600 milioni kune, di cui il 67% arrivano dagli affari con acquirenti stranieri. Gli utili sono stati pari a 262 milioni di kune. Lo Stato è il proprietario di maggioranza con il 78,51% delle azioni, ma controlla un ulteriore 5,35% attraverso la quota dell’Ente elettroenergetico (Hep). Tra i più grandi azionisti della Janaf ci sono c’è anche la compagnia petrolifera Ina, con l’11,8%. Tra i dieci più grandi azionisti ci sono anche i Fondi pensionistici.

Il direttore della Janaf, Dragan Kovačević

La Janaf si occupa principalmente di distrlbuzione del greggio, il cui sistema consiste nel terminal di Castelmuschio (Omišalj) sull’isola di Veglia (Krk), e una rete di oleodotti lunga 759 km che penetra all’interno del territorio croato (gli oleodotti Castelmuschio-Sisak, Sisak-Virje-Gola, Virje-Lendava, Sisak-Slavonski Brod e Slavonski Brod-Sotin), partendo dal tratto sottomarino dell’oleodotto tra Castelmuschio e Urinj.

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