Corruzione, arrestato il sindaco di Nova Gradiška

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Corruzione, arrestato il sindaco di Nova Gradiška
Vinko Grgić. Foto: Ivica Galovic/PIXSELL

Il sindaco di Nova Gradiška, Vinko Grgić, è stato arrestato all’alba di oggi, giovedì 12 febbraio, in un’operazione congiunta dell’Ufficio per la lotta alla corruzione e alla criminalità organizzata (Uskok) e della polizia. Insieme a lui sono finite in manette altre persone, sospettate a vario titolo di reati legati alla corruzione.

L’Uskok, senza rendere noti i nomi degli indagati, ha comunicato che sono in corso arresti e perquisizioni urgenti tra Nova Gradiška, Slavonski Brod e Zagabria. Un’azione coordinata che lascia intendere un’indagine articolata, costruita nel tempo, e che ora entra nella fase più visibile.

Secondo quanto emerge da fonti investigative, Grgić sarebbe sospettato di aver commesso più episodi di abuso d’ufficio collegati a lavori di infrastruttura locale e a bandi pubblici della Città. Al centro dell’attenzione ci sarebbe anche la sua società di progettazione, che – secondo l’ipotesi accusatoria – avrebbe tratto un vantaggio economico illecito proprio da quegli incarichi.

Il sindaco viene inoltre collegato ad alcune operazioni immobiliari legate all’area dell’ex Nama di Nova Gradiška, un comparto urbano strategico per la città e oggetto di investimenti negli ultimi anni.

I precedenti guai giudiziari

Grgić non è un nome nuovo per la magistratura né per l’opinione pubblica. Alla guida della città dal 2016, quando vinse le elezioni straordinarie, è stato poi confermato nel 2017 come candidato dell’SDP. Dopo il primo arresto nell’ambito di un’altra inchiesta, lasciò il partito e si ripresentò come indipendente, riuscendo a essere rieletto al primo turno sia nel 2021 sia nel 2025.

Il suo nome compare infatti anche in uno dei filoni più rilevanti aperti dall’Ufficio del procuratore europeo (EPPO), che lo accusa di corruzione attiva e passiva e abuso di posizione nel periodo tra il 2018 e il 2021. L’inchiesta riguarda presunte manipolazioni negli appalti pubblici e l’ipotesi di tangenti ricevute dall’imprenditore Krešo Petek.

Secondo l’accusa europea, Grgić avrebbe incassato in due occasioni somme da 15mila euro ciascuna in cambio dell’orientamento di gare pubbliche a favore di società riconducibili allo stesso Petek, nell’ambito di progetti edilizi finanziati anche con fondi europei. All’inizio del processo, nel febbraio dello scorso anno, il sindaco aveva respinto ogni addebito, così come gli altri imputati coinvolti nello stesso procedimento.

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