Coronavirus. Tutte le risposte del ministro Beroš

Videochat del ministro della Salute con i cittadini

Il ministro della Salute, Vili Beroš. Foto Emica Elvedji/PIXSELL

Il ministro della Salute, Vili Beroš, ha risposto oggi per un’ora alle domande dei cittadini che gli sono state poste tramite il profilo Facebook della pagina dedicata del governo koronavirus.hr, sul cui sito è stata possibile seguire anche la diretta. Ma vediamo le domande e le risposte più interessanti durante la videochat con il ministro.
Quando si potranno acquistare la mascherine nelle farmacie?
Innanzitutto è importante che gli operatori sanitari, gli agenti di confine e gli ispettori abbiano a disposizione tutto il materiale necessario. Attualmente il governo sta portando avanti delle trattative serrate per l’acquisto di un nuovo contingente di mascherine.
La Croazia dispone di un numero sufficiente di respiratori?
Abbiamo 500 respiratori stazionari e 300 mobili. Dunque, abbiamo a disposizione complessivamente 800 respiratori, un numero importante. A livello Ue è stato avviato un bando pubblico per l’acquisto di nuove attrezzature, che permetterà anche alla Croazia di ottenere altri respiratori.
I viaggi in traghetto sarano vietati?
Attualmente la situazione epidemiologica nel Paese è buona. In questo momento non c’è bisogno di adottare questa misura, ma tuto può cambiare dall’oggi al domani.
I bambini non fanno parte delle categorie a rischio?
In questo momento non c’è alcun elemento che potrebbe farci pensare che i bimbi siano rischio.
Qual è il prezzo dei tamponi e dove vengono acquistati?
Questa è una domanda a cui non posso rispondere. È importante sapere che le disponibilità della Croazia sono sufficienti.
Gli autisti professionisti sono costretti all’autoisolamento al rientro in Croazia?
Assolutamente sì. La situazione in questo senso è stata regolata: abbiamo assicurato la libera circolazione della merce senza che l’epidemia possa propagarsi.
Quanto potrebbe durare la pandemia?
È impossibile dirlo. Però, abbiamo buone notizie che arrivano dalla Cina dove il coronavirus è stato praticamente sconfitto. Ogni epidemia ha la sua fase ascendente, poi quella stagnante e infine quella calante. Io spero che l’epidemia possa perdere forza entro giugno-luglio. Ma nessuno può dare una valutazione esatta.
Qual è la differenza tra influenza e coronavirus?
All’inizio è difficile fare una distinzione. La prima cosa che l’epidemiologo vi chiederà è se siete stati all’estero e se siete venuti a contatto con una persona contagiata. Ma ribadisco: all’inizio non si può capire se abbiamo contratto il raffreddore virale, l’influenza o il coronavirus.
Cos’è più pericoloso: l’influenza o il coronavirus?
L’influenza è pure una malattia causata da un virus, ma è presente da secoli e la popolazione ha sviluppato una buone dose di immunità. Il virus dell’influenza si sviluppa, ma la nostra immunità che abbiamo adattato alla situazione, ci permettere di combatterla. Bisogna chiedersi cosa succederebbe se il virus dell’influenza sarebbe rilasciato tra la popolazione non immunizzata. La mortalità sarebbe maggiore rispetto al coronavirus
Uscire di casa o rimanere chiusi?
È preferibile stare all’aria aperta, ma guai in grandi gruppi. Bisogna assolutamente evitare gli assembramenti. Un gruppetto fino a 5 persone è accettabile se si mantengono le giuste distanze di circa un metro o due, ma recarsi in un parco giochi pieno di bambini non è consigliabile.
La Croazia si trova nella fase tre dell’emergenza. Cosa prevede la quarta?
La quarta fase preveda la quarantena di singole aree del Paese. Però, anche se si dovesse giungere a una simile decisione, non sarà nulla di così terribile, poiché dobbiamo mantenere un equilibrio tra questa situazione e le altre necessità della vita quotidiana.
Cosa fare nel caso dobbiamo recarci al lavoro con i mezzi di trasporto pubblico e a casa viviamo con un anziano?
Sia nei mezzi che a casa bisogna mantenere le buone abitudini che stiamo ripetendo da settimane: igiene personale, lavare le mani spesso, mantenimento delle distanze…
Perché le misure restrittive entrate in vigore giovedì 19 marzo non sono state applicate due-tre settimane prima?
Posso dire con la massima serietà che le misure applicate in tutto questo periodo sono state decise nei momenti più opportuni. E lo dico confortato dai dati che ci dimostrano che la situazione epidemiologica è tuttora soddisfacente.
Lei come ministro ha ricevuto moltissimi attestati di stima per il lavoro che sta svolgendo.
Ognuno di noi sta portando avanti il proprio compito e io sto facendo quello per cui sono stato incaricato dal Parlamento e dal premier. Devo dire anche che non sono stanco, perché la salute dei cittadini vale ogni sforzo che stiamo compiendo in questo periodo.

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