Coronavirus. Slovenia: controlli al confine con l’Italia e agli aeroporti

Mentre sale a 23 il numero di contagiati in Slovenia, il governo entrante in armonia con quello uscente ha predisposto alcune misure per combattere il Covid-19. Secondo il neopremier Janez Janša quella che si sta conducendo è una battaglia contro il tempo. La diffusione del virus non può essere fermata dall’oggi al domani, ha precisato Janša, ma si tratta di vedere quale sarà la capacità di arginarlo e rallentarlo per non far collassare il sistema sanitario del Paese.
Tra i provvedimenti varati con l’obbiettivo di limitare il contagio, al confine con l’Italia scatteranno controlli al confine in cui il personale medico-sanitario sarà affiancato dalla polizia e viceversa. Le forze dell’ordine nel giro di 48 ore potrebbero chiudere i cosiddetti valichi “per il piccolo traffico di frontiera”. Facilmente prevedibili code e disagi.
In quanto agli scali aeroportuali è stato definito che ai passeggeri che atterreranno all’aeroporto di Lubiana verrà misurata la temperatura corporea. Il governo ha sconsigliato viaggi non essenziali all’estero, in particolare nelle zone più colpite dal virus, chiaro il riferimento alle regioni italiane in cui vige il codice rosso.
Sono state vietate manifestazioni ed eventi al coperto, con più di cento persone, come pure tutte quelle all’aperto con un pubblico che potrebbe superare i 500 spettatori. Per i trasgressori previste multe draconiane. Le gare di Coppa del mondo di sci alpino in programma a Kranjska Gora e quelle di voli con gli sci a Planica si svolgeranno a porte chiuse.

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