Tutti in regola, o quasi. Le venti forze politiche rappresentate nel Parlamento croato hanno rispettato l’obbligo di consegnare i bilanci annuali all’autorità elettorale. L’unico a sforare i termini è stato il Partito social-liberale (HSLS), che ha trasmesso la documentazione con qualche ora di ritardo.
I dati diffusi dalla Commissione elettorale parlano chiaro: partiti, deputati indipendenti e consiglieri locali avevano tempo fino alla mezzanotte del 2 marzo per presentare i rendiconti relativi all’anno scorso. L’HSLS li ha inviati il 3 marzo poco prima di mezzogiorno.
Il 2025, segnato dalle elezioni locali, ha inciso sui bilanci. Sette partiti parlamentari hanno chiuso con un avanzo, tredici con un disavanzo. Per molti, però, il rosso è stato compensato dagli utili accumulati negli anni precedenti.
Non è andata così all’SDP. Il Partito socialdemocratico dovrà ora trovare il modo di coprire un disavanzo complessivo di circa 2,5 milioni di euro.
Nel dettaglio, l’SDP ha registrato entrate per circa 5,2 milioni di euro e uscite per 6,1 milioni: un saldo negativo di circa 950mila euro nel solo 2025. Sommando il passivo pregresso, il “buco” sale appunto a 2,5 milioni.
Nel piano finanziario per quest’anno il partito prevede un ritorno all’attivo, con un avanzo stimato anche per il 2027.
Oltre ai fondi pubblici legati al numero di parlamentari e consiglieri locali, nelle casse sono entrati circa 300mila euro di quote associative e 117mila euro di donazioni per l’attività ordinaria. Tra i contributi più consistenti, 5mila euro dalla società ICT-Insisto di Gornji Stupnik. Il presidente del Partito, Siniša Hajdaš Dončić, ha versato 3mila euro. Donazioni analoghe sono arrivate anche dai deputati Mirela Ahmetović, Saša Đujić e Mihael Zmajlović.
HDZ: più entrate, ma saldo negativo
Situazione diversa per l’HDZ. Il partito guidato dal premier Andrej Plenković ha incassato 9,2 milioni di euro, circa mezzo milione in più rispetto all’anno precedente. Anche le spese però sono cresciute, e il 2025 si è chiuso con un disavanzo di circa 790mila euro.
La differenza è che l’HDZ poteva contare su riserve consistenti: il partito è entrato nel 2026 con un avanzo accumulato di 3,7 milioni di euro.
Sul fronte delle donazioni, i parlamentari si sono mostrati più prudenti rispetto ai colleghi socialdemocratici: tra i nomi figurano Danica Baričević con 2.500 euro, l’ex deputato Mario Kapulica con 2.000 e lo stesso Plenković con 1.500 euro. Complessivamente, per l’attività ordinaria il partito ha ricevuto 437mila euro, in gran parte da aziende.
Gli altri partiti tra rosso e attivo
Ha chiuso in negativo anche la Dieta democratica istriana (DDI-IDS), con un disavanzo di 196mila euro che, una volta compensato con gli avanzi precedenti, lascia comunque un saldo negativo di 74 mila euro. Stesso importo di passivo per i Sovranisti croati (Hrvatski suverenisti).
In rosso anche DOMiNO (300mila euro), HSS (92mila), HNS (46mila), SDSS (6mila), Centar (5 mila), Most (2.600 euro) e gli Indipendenti (30mila).
Tra chi può sorridere ci sono invece il Movimento patriottico (Domovinski pokret), l’HDS, l’HSU e diverse forze di opposizione come Možemo, Glas, NPS e la lista di Dario Zurovec.
Možemo ha registrato un’annata particolarmente positiva: oltre 1,7 milioni di euro di entrate contro poco più di 1,4 milioni di spese. L’avanzo di quasi 330mila euro, sommato a quello precedente, porta la disponibilità complessiva a oltre 850mila euro. Circa 800 donatori hanno contribuito con 19mila euro per l’attività ordinaria.
Il Movimento patriottico ha chiuso con un attivo di 34mila euro, che sale a 87mila includendo gli avanzi precedenti. L’HSU ha registrato un più di 9mila euro, l’HDS di circa mille.
Un sistema che muove milioni
Oltre che alla Commissione elettorale, i partiti devono trasmettere i bilanci anche all’Ufficio statale di revisione. I dati mostrano dimensioni economiche tutt’altro che marginali: nel 2024 sono stati 172 i partiti obbligati alla rendicontazione, con entrate complessive vicine ai 22 milioni di euro.
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