Il Parlamento croato sta discutendo della proposta di riforma che, se approvata, permetterà ai cittadini con redditi regolari – come stipendi, pensioni o indennità – di aprire e utilizzare un conto corrente gratuito. Il nuovo pacchetto normativo, promosso dal Ministero delle Finanze, dovrebbe entrare in vigore all’inizio del 2026 e punta a rendere i servizi bancari di base più accessibili, eliminando una serie di spese ritenute superflue.
Secondo quanto dichiarato da Matej Bule, consigliere principale del ministro delle Finanze, il conto gratuito sarà disponibile per tutti i cittadini che ricevono regolarmente fondi su un conto bancario. Tuttavia, il passaggio al nuovo modello non sarà automatico: ogni utente dovrà richiederlo personalmente presso la propria banca.
Il pacchetto includerà l’apertura, la chiusura e la gestione gratuita del conto, l’uso senza costi aggiuntivi del mobile banking o dell’internet banking (a scelta dell’utente), il prelievo e il versamento di contanti, la ricezione di bonifici nazionali e internazionali, nonché il rilascio e l’utilizzo di una carta di debito.
“La logica è semplice: se lo Stato obbliga i cittadini a ricevere la retribuzione su un conto bancario, allora almeno uno di questi conti dovrebbe essere gratuito”, ha sottolineato Bule durante un’intervista televisiva.
Maggiore tutela per pensionati e fragili
Un’attenzione particolare è riservata ai pensionati e ai cittadini socialmente vulnerabili. Per loro saranno previste ulteriori agevolazioni: prelievi gratuiti agli sportelli e agli ATM della propria banca, e – a partire dal 2026 – due prelievi al mese senza commissioni anche presso sportelli automatici di altre banche.
Il conto gratuito non prevede scoperti né l’utilizzo di carte di credito. Inoltre, l’utente potrà scegliere se usare il mobile banking o l’internet banking, ma non entrambi contemporaneamente.
Ana Knežević, presidente dell’Associazione croata per la tutela dei consumatori, ha accolto con favore la riforma, pur sollevando alcune perplessità: “Tutti noi riceviamo stipendi o pensioni attraverso la banca, quindi perché pagare per un servizio essenziale? Molti cittadini non sono consapevoli dei costi effettivi che sostengono, spesso perché le informazioni fornite dalle banche sono poco chiare o difficili da comprendere”.
Meno entusiasti sono gli istituti bancari. Ivan Hrvoje Maljković, rappresentante dell’Associazione bancaria croata, ha espresso preoccupazione: “Questa riforma tocca i principi di mercato e la libertà imprenditoriale. Se non puoi far pagare un servizio che ha un costo reale, questo rappresenta un problema serio per il settore”. Maljković ha ricordato che il mantenimento della rete digitale e l’efficienza dei sistemi bancari – anche in periodi critici come concerti o alta stagione turistica – richiedono investimenti significativi.
Ha inoltre sottolineato che le banche agiscono come estensione dello Stato nella lotta contro il riciclaggio di denaro e nella protezione delle transazioni, con tutti i depositi garantiti fino a 100.000 euro.
Nonostante le opinioni divergenti, la maggior parte degli osservatori concorda sul fatto che questa riforma rappresenti una svolta nel modo in cui i cittadini accedono ai servizi bancari di base. Solo con l’entrata in vigore della legge e la sua concreta applicazione sarà possibile valutarne l’impatto reale e identificare eventuali criticità da correggere. L’obiettivo dichiarato resta chiaro: garantire che ogni cittadino possa gestire il proprio denaro senza dover sostenere costi evitabili.
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