Consiglio delle minoranze, Radin: «Servono più giornalisti e meglio pagati»

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Consiglio delle minoranze, Radin: «Servono più giornalisti e meglio pagati»
La riunione del Consiglio delle minoranze nazionali a Zagabria. Foto Krsto Babić

Puntare di più sulle piattaforme di nuova generazione e sulla qualità e dare meno valore alla mera durata delle trasmissioni dedicate dalla Radiotelevisione croata (HRT) ai temi d’interesse per le Comunità nazionali. È questa, in estrema sintesi, la raccomandazione fornita dai membri del Consiglio per le minoranze nazionali del Governo croato alla dirigenza dell’HRT. All’ordine del giorno del Consiglio presieduto da Tibor Varga, riunitosi oggi, venerdì 3 ottobre, c’era, infatti, il dibattito sul Rapporto dell’HRT sui programmi destinati all’informazione degli appartenenti alle minoranze nazionali nel 2024. A presentare il documento, poi approvato, è intervenuto il direttore generale dell’HRT, Robert Šveb. Ad affrontare la questione è stato anche Krešimir Partl, segretario di Stato in seno al Ministero della Cultura e dei Media.

6.796 minuti di contenuti

A introdurre l’argomento è stato Varga, segnalando che nel 2024 l’HRT ha trasmesso complessivamente 6.796 minuti di contenuti rivolti agli appartenenti alle minoranze nazionali. “Ciò equivale all’1,29 p.c. della programmazione totale dell’HRT a fronte dell’1,38 p.c. registrato nel 2023”, ha detto Varga, che ha criticato duramente la trasmissione Prisma (Prizma) per come segue il lavoro del Consiglio, riferendosi in particolare a un servizio riguardante la pubblicazione del manuale “Le minoranze nazionali nelle autonomie locali e regionali” realizzato in collaborazione con l’associazione Stina. Varga ha imputato a Prisma pure d’aver riportato in modo fuorviante le sue dichiarazioni rilasciate a Bjelovar, in occasione della Serata delle minoranze nazionali. “Ho parlato in tono positivo dello Stato e del quadro legislativo. Nel servizio andato in onda però è stata trasmessa soltanto la parte quando ho espresso delle critiche”, ha affermato Varga. D’altro canto il presidente del Consiglio delle minoranze nazionali a livello repubblicano ha elogiato l’HRT per il modo nel quale si è impegnata a seguire la manifestazione “La produzione culturale delle minoranze nazionali nella Repubblica di Croazia”, che si svolgerà nel Palaconcerti Vatroslav Lisinski di Zagabria alla fine del prossimo mese di novembre. L’evento patrocinato dal Governo croato vedrà coinvolte 16 minoranze nazionali, ensemble Lado e ensemble folkloristico nazionale ucraino.

Promuovere i diritti delle etnie

“L’HRT segue la vita delle minoranze nazionali su tutti i suoi programmi e piattaforme testimoniando la sua dedizione alla promozione dell’inclusività”, ha dichiarato Šveb, puntualizzando che il servizio pubblico ha tra i suoi obbiettivi la promozione dei diritti delle Comunità nazionali. Ha espresso il parere che in futuro, nel valutare l’operato del servizio pubblico, sarebbe necessario guardare meno al minutaggio e più alla qualità dei contenuti.

E a proposito di questi ha sottolineato che l’HRT si sforza “di evitare la ghettizzazione trattando i temi importanti per le minoranze nazionali in tutti i programmi”. “Prisma è la nostra trasmissione di punta per quanto riguarda i temi in oggetto. Un magazine multietnico trasmesso dalla prima rete (HTV 1). Ne vengono prodotte 48 puntate all’anno. Tratta in primo luogo le attività delle associazioni, dei Consigli e dei rappresentanti delle minoranze nazionali al fine di rafforzare i diritti minoritari, favorire la partecipazione politica, sostenere la cultura, l’istruzione, i diritti delle donne…”, ha dichiarato Šveb, segnalando anche il ruolo della trasmissione settimanale di carattere documentaristico Mosaico minoritario/Manjinski mozaik (nel 2024 ne sono state trasmesse 51 puntate).

“Nell’ambito del Telegiornale 2 e del TG 3 – ha proseguito – nel 2024 si contano rispettivamente 30 e 31 tra servizi dedicati e ospiti in studio che hanno parlato di temi minoritari”.

Sul fronte radiofonico il direttore generale dell’HRT ha notato che sulle frequenze della Prima rete viene trasmessa la trasmissione informativa settimanale Multicultura/Multikultura (52 puntate all’anno). “A livello regionale – ancora Šveb – Radio Osijek trasmette 365 trasmissioni in lingua ungherese e 533 trasmissioni rivolte agli slovacchi in Croazia. Radio Pola trasmette quotidianamente in italiano e le trasmissioni di carattere informativo, d’intrattenimento e religioso sono addirittura cinque”. Ha segnalato che Željka Mandić (Multicultura) e Hana Gelb (Prisma) sono state premiate dal Coordinamento dei Consigli e dei rappresentanti delle minoranze nazionali della Città di Zagabria per il loro lavoro. Šveb ha affermato, inoltre, che sulla piattaforma HRTi sono accessibili contenuti che trattano la vita delle Comunità nazionali. Ha aggiunto che nell’ambito delle riprese della seconda stagione della trasmissione Razotkrivanja (Mettere a nudo) sono state registrate puntate durante le quali giovani appartenenti alle minoranze nazionali parlano d’identità, amore, occupazione… Il direttore generale ha anche annunciato che la redazione di Prisma sarà potenziata con studenti che parlano le lingue delle minoranze nazionali e che i giornalisti delle corrispondenze dell’HRT che seguono i temi d’interesse delle Comunità nazionali potranno seguire dei corsi di aggiornamento per svolgere al meglio il loro lavoro.

Media tradizionali e nuovi

Il segretario di Stato Krešimir Partl, riferendosi al fatto che l’anno prossimo si dovrebbe iniziare a discutere della nuova Legge sull’HRT, ha invitato i rappresentanti delle minoranze nazionali a puntare di meno sui canali tradizionali e più su quelli di nuova generazione. “I giovani non guardano più la televisione”, ha osservato. Su questo punto è intervenuto il deputato Milorad Pupovac (SDSS), chiarendo che è indispensabile trovare un giusto equilibrio tra i mezzi d’informazione tradizionali e quelli di nuova generazione. Pupovac ha poi sollecitato l’HRT a valutare la possibilità di trasmettere sulle proprie emittenti alcune produzioni realizzate dalle associazioni o dai Consigli delle minoranze nazionali, come già fanno alcune emittenti commerciali. A favore di questa possibilità si è espresso Partl, suggerendo di puntare sulla piattaforma HRTi. Šveb ha dichiarato che l’HRT non si oppone né è contraria a priori, ma che esiste una serie di paletti. Ha notato che considerate le regole attuali i produttori di questi materiali sarebbero costretti a pagare l’HRT per poter vedere trasmettere i loro contenuti.

Edit, Radio Fiume e Radio Pola

Interpellato su questa possibilità il vicepresidente del Sabor e deputato della CNI al Parlamento di Zagabria, Furio Radin, ha dichiarato di ritenere ingiusto che l’HRT pretenda di essere pagata per trasmettere questo tipo di produzioni. “Se non erro alla ‘televisione di Stato’ paghiamo già il canone. Se la situazione è questa considero che sia meglio mantenere la linea attuale e contribuire alla produzione delle trasmissioni in lingua italiana su TV Nova, il cui segnale in Istria e nel Quarnero raggiunge le case di almeno il 90 p.c. dei nostri connazionali”, ha detto Radin, che si è detto deluso dell’approccio dell’HRT. Ha ribadito la necessità di rafforzare le redazioni di Radio Fiume e Radio Pola. “C’è bisogno di più giornalisti, che devono essere pagati meglio. Lo stesso discorso vale anche per l’Edit”, ha sottolineato Radin.

Nel corso della riunione è stato annunciato che il bando per la notifica delle richieste di finanziamento dei programmi legati all’autonomia culturale delle minoranze nazionali per il 2026 con ogni probabilità sarà pubblicato l’8 o il 10 di questo mese. E per quanto concerne le risorse che saranno a disposizione del Consiglio, a tale scopo Varga ha detto di auspicare in un aumento del 10 p.c. rispetto ai mezzi di quest’anno. Nel 2025 nel Bilancio nazionale sono stati stanziati a favore dell’autonomia culturale delle minoranze nazionali circa 12,4 milioni di euro.

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