Conference League. Tra Rijeka e Sparta vince la pioggia

Il match di Rujevica è stato sospeso al termine del primo tempo (0-0) e dopo una prima interruzione di due ore per impraticabilità del campo. Il secondo tempo si giocherà venerdì alle 16

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Conference League. Tra Rijeka e Sparta vince la pioggia

Il rischio era alto, ma si è comunque deciso di provare a giocare. Poi, al 13′, è arrivata la scelta di sospendere la partita per impraticabilità del campo. Dopo due ore di interminabile attesa si è tornati sul rettangolo di gioco per provare a… “completare l’opera”, a danno di ogni principio morale e di tutto ciò che di bello il calcio può offrire. Altri trenta minuti, fino all’intervallo, e poi, al momento del rientro in campo, sospensione definitiva. Rijeka-Sparta Praga, gara valida per il secondo turno della fase campionato di Conference League, in programma a Rujevica, è stata tutto fuorché una normale partita di calcio. Anzi, chiamiamola pure una farsa, evitabile con un po’ di buon senso. Come tale è stata interrotta sullo 0-0 e in seguito è stato comunicato che i secondi 45 minuti si giocheranno venerdì alle 16.

Gol annullato a Fruk

Nei minuti giocati prima dell’interruzione per la pioggia di vedono comunque due episodi degni di nota: al 6′ Birmančević si trova a tu per tu con Zlomislić, lo supera e ha calcia verso la porta ma il pallone, rallentato dall’acqua, è rinviato sulla linea da Devetak. Al 10′, invece, Fruk trova la rete dopo un’azione insistita ma il gol viene annullato per fuorigioco dello stesso fantasista biancocrociato. Dopo la ripresa, poco prima della mezz’ora Ndockyt sfiora il vantaggio di testa su imbeccata di Thaqi. Lo Sparta risponde con Ševinsky, che manda alto sugli sviluppi di un calcio d’angolo. Si va all’intervallo, con l’arbitro Jones che non fa disputare per intero nemmeno il minuto di recupero. Nel frattempo la pioggia torna ad aumentare d’intensità facendo ricomparire le zone d’acqua. Gli addetti ai lavori provano a drenare il campo, ma non c’è nulla da fare: partita sospesa, con la natura che prende ancora una volta il sopravvento. Meglio così, forse. I giocatori, ormai stremati, e i tifosi, fradici sugli spalti, si sono risparmiati altri 45 minuti che non avrebbero cambiato il destino di una serata già segnata dal maltempo.

 

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