Condono edilizio in Croazia: riaperta la regolarizzazione degli immobili abusivi

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Condono edilizio in Croazia: riaperta la regolarizzazione degli immobili abusivi
Foto: Sanjin Strukic/PIXSELL

Il governo croato riapre la porta alla regolarizzazione degli edifici abusivi costruiti entro il 21 giugno 2011. Lo ha annunciato il ministro della Pianificazione territoriale, delle Costruzioni e dei Beni statali, Branko Bačić, spiegando che verranno introdotte modifiche alla Legge sulla gestione degli edifici costruiti illegalmente, con l’obiettivo di permettere un nuovo processo di sanatoria per tutti coloro che non hanno approfittato dei cicli precedenti.

Secondo quanto riportato dal portale tportal, la principale novità riguarda la riapertura a tempo indeterminato del termine per presentare le richieste di legalizzazione, precedentemente scaduto il 30 giugno 2018. Tuttavia, le autorità precisano che non si tratta di una nuova legalizzazione, bensì di una “correzione” per chi non ha agito per tempo.

Nessun cambiamento alla data limite: resta il 21 giugno 2011

Il criterio centrale resta invariato: potranno essere legalizzati solo gli edifici costruiti entro il 21 giugno 2011, data in cui furono effettuate le riprese aeree ufficiali dell’intero territorio croato. Gli immobili abusivi costruiti successivamente resteranno soggetti a demolizione.

Per presentare la domanda di regolarizzazione, l’edificio deve risultare visibile nelle foto aeree del 2011. La richiesta dovrà essere presentata presso l’Ufficio per l’Edilizia competente nella Regione o nel Comune dove sorge l’edificio.

Documentazione richiesta: torna il rilievo dello stato eseguito

Alla domanda andranno allegati i seguenti documenti:

  • una certificazione dell’Ufficio Geodetico statale che attesti la data di costruzione (antecedente al 21 giugno 2011);
  • le relazioni tecniche redatte da professionisti autorizzati, tra cui il rilievo architettonico dello stato eseguito, completo di fotografie e misurazioni dettagliate di tutte le parti dell’edificio.

Controlli sul posto e costi maggiorati

Dopo la ricezione della domanda, il dipartimento amministrativo verificherà i dati rilevanti, controllerà la conformità ai piani urbanistici e svolgerà un sopralluogo sul posto.
La dimensione, il grado di completamento e la destinazione d’uso dell’edificio saranno valutati sulla base del rilievo tecnico e dello stato effettivo rilevato durante l’ispezione.

Se tutto risulta conforme, verrà emessa una delibera di legalizzazione (rješenje o izvedenom stanju), che attesterà l’ufficiale regolarizzazione dell’immobile.

Come nei cicli precedenti, sarà necessario pagare:

  • una tassa per il mantenimento dell’edificio nello spazio (sanzione);
  • il contributo comunale;
  • il contributo idrico.

Sebbene le nuove tariffe non siano ancora state comunicate, è certo che saranno più alte rispetto al 2018, a causa dell’inflazione e dell’aumento del valore degli immobili.

Obiettivo: un processo più rapido e trasparente

Il governo prevede di approvare le modifiche entro la fine dell’anno. La procedura sarà interamente digitalizzata, con l’obiettivo di accelerare i tempi e aumentare la trasparenza.

Secondo le stime, grazie ai piani urbanistici attualmente in vigore, questa nuova apertura potrà permettere la legalizzazione di circa 30.000 edifici in tutto il Paese.

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