Code chilometriche ai valichi croati

Il flusso turistico a inizio agosto si è intensificato notevolmente

FIUME | Si respira già aria di Ferragosto, anche in Croazia. Dopo il mezzo flop turistico di luglio, agosto dovrebbe portare una boccata d’ossigeno e una folata di ottimismo all’industria dell’ospitalità nazionale. Se il buongiorno si vede dal mattino, le code ai valichi di frontiera di questi giorni fanno sicuramente ben sperare. Agosto potrebbe essere davvero il mese del riscatto per una stagione turistica partita con il piede sbagliato, complici anche le avverse condizioni meteorologiche iniziali e l’agguerrita concorrenza, pure sul piano dei prezzi, di altri Paesi mediterranei. La foto scattata ieri in territorio sloveno, prima del valico di confine di Pasjak, nell’entroterra quarnerino, mostra una fila chilometrica di veicoli in attesa di entrare in Croazia. Prevalgono chiaramente le targhe italiane, ma non sono certamente le uniche. Code estenuanti sempre in entrata in Croazia si registrano anche agli altri valichi di confine internazionali con la Slovenia, a partire da Rupa, sempre alle spalle di Fiume, per proseguire con Plovania e Castelvenere nell’Istria nordoccidentale. Certo, non mancano i veicoli in uscita, ma i veri ingorghi si registrano in direzione delle rinomate destinazioni turistiche dell’Istria, del Quarnero e della Dalmazia. È il caso di dire finalmente, a prescindere dai disagi che questo provoca ai residenti, mitigati dalla soddisfazione per i buoni risultati che ancora una volta il comparto chiave dell’economia nazionale potrebbe registrare.

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