Codarin: «La storia va letta senza paraocchi»

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Codarin: «La storia va letta  senza paraocchi»
Renzo Codarin, presidente ANVGD

“Il Giorno del Ricordo 2022 si svolgerà in una cornice sempre più europea, nell’ambito della quale i Capi di Stato di Italia e Slovenia hanno individuato nelle epurazioni politiche compiute dai partigiani comunisti di Tito durante la nascita della dittatura un momento di comune sofferenza che ha peraltro interessato pure la Croazia. Tante sono le foibe in territorio sloveno e croato davanti alle quali sarebbe auspicabile vedere nuovamente due Presidenti della Repubblica tenersi per mano, ma basterebbe che ogni luogo di sepoltura venisse identificato, censito, esplorato al fine di ricomporre la salme e reso identificabile attraverso un’apposita segnaletica e una breve descrizione in più lingue.” Lo afferma in una nota Renzo Codarin, presidente nazionale dell’Associazione Nazionale Venezia Giulia e Dalmazia. “Chi non affronta la storia del confine orientale italiano con il paraocchi ha individuato nella scellerata politica asburgica del divide et impera la causa degli opposti nazionalismi che hanno iniziato a fronteggiarsi già a fine Ottocento. Chi non ha nostalgia delle dittature – scrive Codarin – si riconosce nella condanna dei totalitarismi novecenteschi sancita da quelle istituzioni europee all’interno delle quali Italia, Slovenia e Croazia guardano al futuro e riconoscono le reciproche sofferenze patite nel secolo delle ideologie. Di fronte ad un’opera di chiarificazione storica in continuo miglioramento, ancora da definire sono tuttavia le questioni legate ai beni abbandonati dagli esuli”, scrive Codarin, rilevando che l’auspicio è che si arrivi a un aggiornamento del Tavolo di lavoro tra il governo e le associazioni degli esuli prima della scadenza della legislatura. Positiva comunque la valutazione dei rapporti tra le associazioni e i ministeri. Codarin evidenzia infatti “la proficua sinergia avviatasi con il Ministero dell’Istruzione: corsi di formazione a livello nazionale e regionale, in presenza o da remoto e un concorso scolastico nazionale sempre più partecipato rappresentano gli strumenti con cui la storia dell’italianità adriatica può finalmente diventare patrimonio comune per le nuove generazioni”. “Di fronte a chi minimizza, giustifica o nega le sofferenze del popolo giuliano-dalmata o addirittura vorrebbe abolire il Giorno del Ricordo, constatiamo – fa presente Codarin –, che la coalizione trasversale che il 30 marzo 2004 approvò quasi all’unanimità la Legge 92 istitutiva del 10 febbraio rimane coesa e anzi riscontriamo da parte di alcuni suoi componenti sempre più sensibilità, solidarietà e attenzione nei confronti delle nostre istanze.”

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