Clima politico teso in Croazia, dai partiti regionali un appello alla responsabilità

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Clima politico teso in Croazia, dai partiti regionali un appello alla responsabilità
La festa in piazza a bano Jelačić durante l'accoglienza alla nazional di pallamano. Foto: Igor Kralj/PIXSELL

Il clima politico in Croazia resta incandescente e si allarga il fronte delle reazioni dopo le polemiche legate all’intervento del governo nell’organizzazione dell’accoglienya della nazionale croata di pallamano a Zagabria e, più in generale, al clima di scontro istituzionale e sociale che attraversa il Paese. Dai partiti regionali arrivano appelli alla responsabilità, al dialogo e alla difesa dei valori antifascisti e dell’autonomia locale.

Peršurić: «C’è una linea che non va superata»

Durante la seduta di lunedì sera del Consiglio del partito a Pisino, il sindaco di Parenzo e figura di spicco della Dieta democratica istriana (Ids-Ddi), Loris Peršurić, ha lanciato un monito netto. “Ogni società che tollera la violenza e i tentativi di opprimere gli altri rinuncia ai valori fondamentali della civiltà. È una linea che non dobbiamo oltrepassare”, ha dichiarato, in un intervento diffuso ufficialmente oggi, martedì 3 febbraio.

Un riferimento esplicito all’attuale contesto politico e sociale, descritto come segnato da divisioni sempre più profonde, intolleranza e tensioni che rischiano di normalizzare il conflitto anziché risolverlo.

Lo scontro tra istituzioni e il richiamo al dialogo

Peršurić ha richiamato l’attenzione sui frequenti conflitti tra i diversi livelli di governo, sottolineando come questa dinamica finisca per danneggiare i cittadini nel lungo periodo. “La pratica dello scontro permanente approfondisce le divisioni e produce solo sfiducia”, ha affermato, ribadendo che la responsabilità di tutte le istituzioni dovrebbe essere quella di favorire il confronto e un dialogo paritario, nell’interesse di chi da queste strutture si aspetta soluzioni concrete e non battaglie politiche.

Antifascismo come valore fondante

Nel corso della seduta, la Dieta ha riaffermato con forza l’importanza della tutela dell’eredità antifascista, ricordando il ruolo delle autorità locali e regionali nella conservazione dei monumenti e dei luoghi della memoria. Simboli che, secondo il partito, devono restare un richiamo permanente alla lotta per la libertà, l’uguaglianza e la dignità umana.

A chiudere il dibattito è stato il presidente del Consiglio della Ddi, Saša Škrinjar, che ha tracciato una visione politica chiara: “Il nostro obiettivo è una società in cui le persone non abbiano paura di essere ciò che sono. Una società che non si costruisce con urla e divisioni, ma con il dialogo, l’accordo e il rispetto reciproco”.

La presa di posizione della Lista per Fiume

Alle critiche si è aggiunta anche la Lista per Fiume. In una nota ufficiale, il movimento ha parlato di un precedente pericoloso e di una grave interferenza nell’autonomia delle amministrazioni locali.

Secondo la Lista per Fiume, il nodo centrale non riguarda il merito delle scelte politiche della Città di Zagabria. “Non spetta a noi giudicare se quella decisione fosse giusta o sbagliata”, si legge nel comunicato. “Le autorità locali hanno il pieno diritto di decidere, e l’unico giudizio legittimo è quello degli elettori”.

La critica si concentra invece sul metodo adottato dal governo centrale, accusato di aver agito senza un chiaro fondamento giuridico, appropriandosi di competenze che, secondo la Costituzione, spettano alle Città. Un atto che, avvertono da Fiume, potrebbe avere conseguenze di lungo periodo per tutte le città e le regioni della Croazia, ridefinendo in modo unilaterale i rapporti tra Stato e autonomie locali.

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