CI di Zara. «Sodalizio danneggiato dalla presidente»

Zara dall'alto. Foto: Dino Stanin/PIXSELL

I funzionari di Polizia del Dipartimento per la lotta alla criminalità economica e alla corruzione, in collaborazione con il competente Ufficio della Procura di Stato hanno condotto un’indagine nei confronti di una cittadina croata di 64 anni sospettata d’abuso d’ufficio e di potere. Stando alle stime degli inquirenti la donna avrebbe arrecato un danno valutabile a oltre 560mila kune a un’associazione della quale era la legale rappresentante. Contro l’indagata è stata sporta denuncia penale alla competente Procura dello Stato per abuso d’ufficio e di autorità.
Stando a quanto riportato sulla pagina Web della Direzione di Polizia di Zara, la donna (della quale le autorità non hanno fornito le generalità) è sospettata di aver procurato – ricorrendo a dei contratti falsi stipulati dall’inizio del 2014 alla fine del 2018 dall’associazione della quale era all’epoca la legale rappresentante – a sé stessa e a persone a essa vicine un tornaconto economico per servizi e attività che non sono state svolte. Si sospetta, inoltre, che in qualità di presidente dell’associazione abbia utilizzato il denaro della medesima per esigenze personali, il pagamento di vari servizi di alloggio e di trasporto, senza disporre delle necessarie autorizzazioni. Sempre stando a quanto rilevato nella nota della Questura zaratina, le spese in questione non sarebbero nemmeno riconducibili alle attività svolte dall’associazione. E altresì è sospettata di essersi nominata, sulla base di un verbale falso, direttrice di un ente operante in seno all’associazione in oggetto pur non avendone i presupposti formali, corrispondendosi uno stipendio in aggiunta al reddito percepito nella veste di presidente dell’associazione.
Stando a quanto riportato sul portale Zadarski.hr., l’associazione presumibilmente danneggiata sarebbe la Comunità degli Italiani di Zara e la persona finita sotto la lente delle istituzioni croate la sua ex presidente, Rina Villani. Sempre in base a quanto riportato dalla testata zaratina, l’ente del quale l’indagata si sarebbe nominata direttrice sarebbe l’asilo italiano operante a Zara.

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