CI di Pola: Brussich: «Riaprire, sì. Vedere come e quando»

La sede di via Carrara aspetta di tornare alla vita di prima

Essendo un’associazione di cittadini che funge anche da teatro, e possiede un bar, una biblioteca, diversi uffici e aule, la Comunità degli Italiani di Pola ha avuto il via libera per far rientrare il lockdown in corso da marzo. Essendo però anche la sede di svariate associazioni più o meno autonome (la “Lino Mariani”, la “Dante Alighieri”, il Centro studi di musica classica ecc.), tutte con i rispettivi soci e pubblico, la Comunità è effettivamente un polo d’attrazione per migliaia di persone, generalmente in età avanzata. Ora che il lockdown è anche ufficialmente decaduto, la sede di via Carrara stenta ancora a rilassarsi completamente.
Ne parliamo con Tamara Brussich, la presidente, la quale ci dichiara che “per far ripartire gli ingranaggi”, intende prima convocare una seduta in piena regola dell’Esecutivo (finora le delibere venivano prese per via elettronica, con scarse possibilità di confronto per le opinioni contrastanti): la seduta e i relativi documenti sono in preparazione, quindi sarà possibile convocarla entro la fine della prossima settimana.
Ultimo boccone di stagione
Queste, invece, alcune riflessioni preliminari della presidente: “In teoria saremmo anche pronti a riaprire tutto entro la fine di maggio, ma ci sono alcuni elementi da prendere seriamente in considerazione prima di procedere. Primo, una parte considerevole dei nostri soci e del nostro pubblico è anziana e quindi appartiene alla categoria delle persone estremamente vulnerabili al Covid-19. In secondo luogo, la Comunità degli Italiani non è solo un’associazione, ma è anche una casa comune per svariate Società più o meno indipendenti, che in teoria dovrebbero badare a organizzarsi ciascuna per conto proprio, fermo restando che questo avvenga nel pieno rispetto delle prescrizioni e delle raccomandazioni della Protezione civile. E a questo punto le cose si complicano perché non sempre si è in grado di seguire scrupolosamente le disposizioni. Quanto alle attività direttamente sotto l’egida della CI, quindi i vari gruppi artistici, io personalmente sarei propensa a non farli ripartire nemmeno: si tratta di gruppi di persone prevalentemente anziane, stipati in piccole aule, dove non è possibile osservare le regole del distanziamento sociale. Inoltre, il nostro calendario delle attività si esaurisce comunque entro la metà di giugno e quindi l’impegno necessario per far ripartire gli ingranaggi solo per poche settimane di attività, sarebbe quasi fatica sprecata”.

Tamara Brussich, la presidente del sodalizio

Giovani da remoto; bar aperto
Alcune attività, quelle relative ai più giovani, come il progetto “Invito alla lettura”, promosso dalla Biblioteca, e le lezioni del Centro studi di musica classica, sono proseguite da remoto, nei limiti del possibile, più o meno come le lezioni a distanza delle scuole elementari e medie. Ora anche la loro ripresa in condizioni di studio normali dev’essere ponderata e discussa in sede di Esecutivo. Quanto al bar, il locale è stato riaperto la scorsa settimana in “pacchetto” con gli altri locali di ristoro, sempre in osservanza delle disposizioni pertinenti al caso. Il gestore, David Diković, ha provveduto a riorganizzare le sale in base alle raccomandazioni sul distanziamento sociale, l’igiene degli ambienti eccetera. Ma lo spazio con le due sale divise e i due soppalchi non manca, quindi è possibile soddisfare tutte le raccomandazioni della Protezione civile.
Quest’anno niente Raduno
Fortunatamente, la Comunità degli Italiani polese, stando sempre a Tamara Brussich, ha un altro grande vantaggio, e cioè quello di possedere una terrazza estiva con un suo proprio palcoscenico, decisamente molto ampia. Per questo sarà possibile allestirvi – almeno in una minima parte, visti i ritardi nell’organizzazione – una serie di concerti e serate danzanti come si è soliti fare in luglio e in agosto. Ci sarà, dopo tutto, anche il Pula Film Festival, di cui la CI è una delle sedi ufficiali, per cui è possibile aspettarsi anche qualche “sorpresa” dell’ultima ora. Quanto invece al Raduno degli Esuli, promosso in collaborazione con l’associazione “Libero Comune di Pola in Esilio”, per quest’anno è da considerarsi perso. Giugno è vicino, ma gli amici italiani che partecipano all’evento sono persone anziane, perlopiù provenienti dalle zone a rischio del Nord Italia, che viste le circostanze hanno preferito rimandare tutto a, come si usa dire, tempi migliori.

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