La Confederazione dei Sindacati autonomi della Croazia (SSSH), la Matrix dei Sindacati croati (MHS) e il Sindacato croato indipendente (NHS) hanno respinto fermamente la richiesta dell’Associazione croata dei datori di lavoro (HUP) di congelare l’aumento del salario minimo per il 2026, sostenendo che tale misura è priva di fondamento. I Sindacati chiedono che lo stipendio minimo legale sia fissato ad almeno 1.130 euro lordi per proteggere i lavoratori a basso reddito dalla povertà.
Nella conferenza stampa tenutasi oggi, 22 ottobre, Mladen Novosel, presidente della Confederazione dei Sindacati autonomi della Croazia (SSSH), ha espresso il sostegno dei Sindacati all’annuncio del premier che non accetterà la richiesta dell’HUP. Novosel ha accusato l’HUP di aver mostrato il suo “vero volto”, definendola non un vero partner sociale in buona fede, ma esclusivamente “un’organizzazione di lobby per gli interessi di profitto in Croazia”.
Critiche all’HUP
La richiesta congiunta delle organizzazioni sindacali è di un salario minimo di almeno 1.130 euro lordi per il prossimo anno. I Sindacati ritengono che un tale aumento non porterà a licenziamenti né spingerà gli investitori a lasciare il Paese a causa dell’aumento dei costi.
Novosel ha anche invitato il premier a rivedere le sue ambizioni di portare il salario minimo a 1.250 euro entro il 2028, suggerendo un obiettivo di almeno 1.500 euro. Il sindacalista ha sottolineato che il Governo detiene il meccanismo per determinare l’importo del salario minimo, che non deve e non può essere il “prezzo di tutto il lavoro in Croazia”, ma piuttosto un prezzo di partenza e una protezione per i lavoratori meno retribuiti e più vulnerabili. Si stima che in Croazia vi siano 150.000 lavoratori che percepiscono solo il salario minimo e fino a 350.000 che si trovano appena 20-30 euro al di sopra di tale soglia.
Ricordando che la Croazia ha il secondo tasso di inflazione più alto dell’Eurozona (4,6%), Novosel ha definito l’attuale salario minimo di 970 euro lordi (circa 750 euro netti) “quasi un’arte della sopravvivenza”. In tale contesto, la posizione dell’HUP, motivata da interessi, è stata definita un’offesa e un’umiliazione per centinaia di migliaia di lavoratori. “Le loro argomentazioni secondo cui l’aumento del salario minimo porterà a licenziamenti sono infondate, perché la situazione sul mercato del lavoro croato è tale che i lavoratori sono ricercati. I datori di lavoro avidi che vogliono realizzare profitti in questo modo farebbero meglio a lasciare la Croazia”, ha tuonato Novosel.
Perdita di potere d’acquisto
Dražen Jović, presidente del Sindacato croato indipendente (NHS), ha messo in guardia sulla perdita di potere d’acquisto. Un salario minimo lordo di 970 euro si traduce in 754 euro netti per un lavoratore single a Zagabria. Considerando un’inflazione del 32% dal 2021 al 2024, Jović ha calcolato che 100 euro del 2021 valgono oggi solo 75,7 euro, riducendo il potere d’acquisto reale del lavoratore a circa 570 euro. “Nessuno può dire che sia sufficiente per vivere”, ha affermato Jović.
Sanja Šprem, presidente della Matrix dei Sindacati croati (MHS), ha definito “assurda” l’idea di congelare la paga minima, evidenziando che l’HUP non ha proposto di bloccare i salari più alti, ma quelli “al limite della sopravvivenza”, che, come i pensionati, sono i primi ad essere colpiti dall’inflazione.
«Soluzione di compromesso»
Dopo un incontro della coalizione di governo, Ante Sanader, a capo del gruppo parlamentare dell’HDZ, ha confermato che la maggioranza è favorevole all’aumento del salario minimo. L’importo finale, ha precisato Sanader, sarà un “compromesso” tra le richieste dell’HUP e quelle dei Sindacati e sarà stabilito dopo il parere della commissione di esperti del Ministero del Lavoro. “Dobbiamo seguire l’andamento dell’inflazione e aiutare i più vulnerabili. Questo è l’obiettivo”, ha concluso Sanader, sottolineando che l’aumento entrerà in vigore all’inizio dell’anno.
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