Centrale eolica. Scandalo di proporzione enormi

La bandiera delle Hrvatske šume (demanio forestale) sventola da una finestra della sede di Zagabria. Foto: Marko Prpic/PIXSELL

Una decina di persone, fra cui alcune “al di sopra di ogni sospetto”, come già emerso, secondo alcune fonti 13, sono state arrestate nel corso della giornata odierna, venerdì 29 maggio. L’ultima in ordine di tempo è il ministro aggiunto dell’Economia, Ana Mandač. L’operazione della polizia rientra in un’ampia inchiesta inerente la centrale eolica di Gračac. In precedenza sono finiti agli arresti il ​​presidente del Demanio forestale (Hrvatske Šume) Krunoslav Jakupčić, Josipa Rimac, attuale segretario di Stato presso il Ministero dell’Amministrazione ed ex sindaco di Knin (che secondo gli inquirenti sarebbe a capo dell’intero affaire), il direttore della sezione di Spalato del Demanio forestale Ivan Melvan, il sindaco di Gračac Nataša Turbić, Ružica Njavro, segretaria dei gabinetto del Ministero dell’Agricoltura.

La 40.enne Josip Rimac

L’azione di polizia coinvolge personaggi illustri della politica, sospettati di atti nel campo della criminalità economica: è noto ufficiosamente che gli investigatori sono interessati al progetto di costruzione di un parco eolico vicino a Knin, che all’epoca aveva il sostegno della Rimac quando ricopriva l’incarico di sindaco di Knin.
Il parco eolico col nome ufficiale “Krš-Pađene” è il secondo più grande investimento in Croazia dopo il ponte di Sabbioncello (Pelješac), con un valore valore di 1,8 miliardi di kune. Dietro l’investimento in una zona vicino a Knin c’è il gruppo “Lager” di Posušje, di proprietà di Milenko Bašić, uno dei più potenti uomini d’affari in Bosnia ed Erzegovina. Il progetto è guidato dalla filiale croata della “Lager”, la C.E.M.P, con sede a Donji Stupnik vicino a Zagabria.
Rimac e Mandač sollevate dai rispettivi incarichi
In serata si sono avuti anche i primi effetti politici degli arresti nella vasta azione anti-corruzione e criminalità organizzata in corso da stamattina. Il governo ha sollevato dall’incarico Josipa Rimac, segretario di Stato presso il Ministero dell’Amministrazione, e Ana Mandač, ministro aggiunto dell’Economia.

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