Censimento: andrà dichiarata pure la doppia cittadinanza

L'ultimo censimento in Croazia si è svolto nel 2011. Foto Kristina Stedul Fabac/PIXSELL

L’Istituto statale di statistica (DZS) ha iniziato a rendere noti i quesiti del Censimento della popolazione, dei nuclei familiari e delle abitazioni che per come stanno messe le cose dovrebbe iniziare in Croazia a settembre. Per mettere a punto il questionario il DZS è ricorso alla consulenza di 49 istituzioni e organi statali. Sono stati chiesti i pareri degli esperti della Cattedra di demografia della Facoltà d’Economia di Zagabria, del Dipartimento di geografia della Facoltà di Scienze naturali di Zagabria, dell’Istituto per le migrazioni e le nazionalità, del Dipartimento di sociologia dell’Università cattolica croata, della Cattedra di sociologia della Facoltà di Giurisprudenza di Zagabria, del Dipartimento di Geografia dell’Ateneo di Zara, della Facoltà di Edilizia di Zagabria, dell’Istituto per l’economia di Zagabria, dell’Istituto per le finanze pubbliche…

Nazionalità e madrelingua

La maggior parte delle domande sono quelle consuete, ma non mancano le sorprese. La novità più grande rispetto al passato riguarda forse lo stato civile degli intervistati. Oltre alle risposte convenzionali (single, convivente, sposato/a, divorziato/a…), agli intervistati sarà proposta per la prima volta l’opzione di dichiararsi quali membri di un’unione domestica registrata o informale. Del resto, come da prassi, saremo chiamati a indicare l’appartenenza nazionale, a differenza di quello che avviene ora in Slovenia e da tempo ormai in Italia, dove quesiti di tal fatta non trovano più posto nei rilevamenti della popolazione. Quindi ancora una volta ci saranno chieste la nostra nazionalità (etnia), la nostra lingua materna, la nostra confessione religiosa, il nostro grado d’istruzione, il nostro luogo di nascita… Dovremmo segnalare, come rileva il Večernji list, se siamo esclusivamente cittadini croati, oppure se ci possiamo avvalere anche di altri passaporti.
Inoltre, saremo tenuti a rivelare qual è la nostra principale fonte di sostentamento (nell’ultimo anno), ossia se viviamo dello stipendio, della pensione o di qualche altra rendita. Sarà possibile dichiarare anche di beneficiare di sussidi o di non disporre di alcun introito.
Alcune domande riguarderanno il nostro domicilio. Al DZS interessa sapere quante stanze hanno le abitazioni nelle quali viviamo, quante sono le persone che abitano sotto lo stesso tetto, se a usare gli alloggi sono i proprietari o dei locatari. Non sono previste domande attinenti al numero degli immobili intestati a una persona o in possesso di un nucleo familiare. Il DZS si accontenterà di sapere se gli immobili sono destinati a un uso abitativo o abitativo e commerciale. Dal DZS hanno osservato che la domanda “modo d’impiego dell’unità abitativa” consentirà loro di ottenere le informazioni necessarie al censimento delle case per le vacanze. A fornire queste risposte potrà essere anche un solo membro di un nucleo familiare.

Richiedenti asilo

I censimenti della popolazione rappresentano la più complessa ed estesa ricerca statistica condotta a livello nazionale e di norma vengono condotti una volta ogni 10 anni. In Croazia il compito di organizzare, coordinare e condurre l’operazione spetta al DZS. A copertura delle spese connesse al Censimento 2021 lo Stato ha previsto un finanziamento di 177,3 milioni di kune. La Legge sul Censimento 2021 è stata approvato il 28 febbraio 2020. Ai sensi della Legge in questione ciascun intervistato è in dovere di fornire informazioni esatte. In base allo scadenzario originale il Censimento avrebbe dovuto svolgersi dal 1º aprile al 7 maggio 2021, in due fasi: 1-10 aprile con l’ausilio del servizio e-Građani (e-Cittadini) e dal 16 aprile al 7 maggio (con il classico sistema dell’intervista condotta da un rilevatore), secondo la situazione in vigore nella giornata del 31 marzo 2021. A causa dell’emergenza sanitaria dovuta all’epidemia da Covid-19 la data della conta della popolazione era stata posticipata e il rilevamento si sarebbe dovuto svolgere inizialmente dal 1º giugno al 4 luglio 2021 (momento critico fissato al 31º maggio 2021), sempre in due fasi (1º-13 giugno e 14 giugno-4 luglio). Ora però tutto è slittato a settembre.
Nel novero degli “abitanti fissi” della Repubblica di Croazia saranno comprese tutte quelle persone che dichiareranno di essersi stabilite nel Paese almeno 12 mesi prima del 31º agosto 2021 (il nuovo momento critico del censimento), come pure le persone che entro questa data si saranno stabilite in Croazia con l’intenzione di restarci per almeno un anno. Saranno conteggiati anche i profughi e i richiedenti asilo.

I dati del 2011

L’ultimo censimento della popolazione in Croazia è stato condotto nel 2011. All’epoca il Paese risultò avere una popolazione di 4.284.889 individui (152,571 abitanti in meno rispetto al 2001 e 499.376 abitanti in meno rispetto al 1991), la cui età media era di 41,7 anni. Nel 2011 il 90,42 p.c. degli abitanti del Paese si dichiarò di etnia croata. Gli italiani erano 17.807 (1.829 in meno rispetto al 2001 e 3,496 in meno rispetto al 1991), costituivano lo 0.42 p.c. della popolazione complessiva – terza minoranza nazionale più numerosa nel Paese dopo quella serba (4,36 p.c.) e quella bosgnacca (0,73 p.c.) – e la loro età media era di 50,3 anni. Le persone che si dichiararono di madrelingua italiana furono, invece, 18.573 (lo 0,43 p.c. della popolazione complessiva). Stando alle stime dei demografi il numero degli abitanti della Croazia ormai potrebbe essere inferiore ai 4 milioni.

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