Cede ponte sulla Sava: traffico bloccato tra Croazia e Bosnia

Il valico più trafficato tra i due Paesi chiuso dopo il crollo di una barriera laterale. Il nuovo ponte resta inutilizzato per motivi politici

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Cede ponte sulla Sava: traffico bloccato tra Croazia e Bosnia
Foto: Dejan Rakita/PIXSELL

Pesanti disagi al traffico nella mattinata di oggi, martedì 19 maggio, al valico di Gradiška, uno dei più importanti collegamenti tra Croazia e Bosnia ed Erzegovina, dopo il crollo di una parte della barriera del ponte sulla Sava, sul lato bosniaco della frontiera. Le autorità hanno disposto la sospensione completa della circolazione sul ponte, provocando code e deviazioni verso altri passaggi di confine della zona.

L’allarme è stato lanciato dal BIHAMK, l’auto-moto club della Bosnia ed Erzegovina, che ha comunicato l’interruzione del traffico durante la notte a causa del cedimento strutturale. Di conseguenza, il flusso di veicoli è stato dirottato verso i valichi di Kostajnica, Kozarska Dubica e Gradina, dove già nelle prime ore del mattino si registravano forti rallentamenti.

Un’infrastruttura da anni al limite

Secondo i video diffusi dai media locali bosniaci, a cedere sarebbe stata una parte della recinzione laterale del ponte, una struttura costruita all’inizio degli anni Sessanta e da tempo considerata inadeguata rispetto agli attuali volumi di traffico.

Il ponte di Gradiška rappresenta da decenni uno dei principali punti critici della viabilità transfrontaliera tra i due Paesi. Ogni giorno centinaia di camion e migliaia di automobili attraversano il collegamento sulla Sava, spesso causando lunghe colonne e congestioni soprattutto sul lato bosniaco, dove il traffico confluisce in una strada stretta che attraversa direttamente un’area abitata.

Il nuovo ponte bloccato dalle dispute politiche

La situazione aveva spinto le autorità a realizzare un nuovo ponte e un moderno valico di frontiera, completati ormai da tempo ma ancora inutilizzati. Nonostante l’infrastruttura sia pronta, il nuovo attraversamento non è mai entrato in funzione a causa delle tensioni politiche interne alla Bosnia ed Erzegovina.

A frenare l’apertura del nuovo valico è il mancato accordo all’interno dell’Ufficio per la fiscalità indiretta della Bosnia ed Erzegovina (UNO). In particolare, il membro del consiglio direttivo Zijad Krnjić, si rifiuta di approvare le modifiche al regolamento del servizio doganale necessarie per assegnare il personale e attivare i controlli alla frontiera.

Krnjić lega il proprio consenso alla revisione dei coefficienti utilizzati per la distribuzione dei proventi IVA tra le entità della Bosnia ed Erzegovina, sostenendo che l’attuale sistema penalizzi la Federazione croato-musulmana del Paese.

La chiusura improvvisa del vecchio ponte riporta così sotto i riflettori il ritardo nell’attivazione della nuova infrastruttura, considerata fondamentale per alleggerire il traffico commerciale e turistico lungo una delle direttrici più trafficate dei Balcani.

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