Si è conclusa dopo quarantotto ore la vasta operazione di ricerca del presunto assassino responsabile dell’omicidio avvenuto nei giorni scorsi in Međimurje. L’uomo, ricercato in tre Paesi, è stato individuato e arrestato nel primo pomeriggio in Slovenia, intorno alle 15:30, nascosto in un edificio abbandonato a ridosso del confine. A segnalarne la presenza sono stati alcuni cittadini che lo hanno riconosciuto grazie alla fotografia diffusa nell’avviso di ricerca.
All’operazione hanno preso parte decine di agenti delle unità speciali slovene, mobilitate poiché si riteneva che il sospettato fosse armato. Una circostanza confermata al momento dell’arresto: l’uomo portava con sé un fucile, una pistola e un coltello, sebbene non abbia opposto resistenza.
Il fermato si trova ora nella Questura di Murska Sobota, dove attende l’estradizione verso la Croazia. Radovan Gačal, rappresentante della Questura di Međimurje, ha spiegato a Nova TV i prossimi passaggi procedurali: “Le procure competenti, croata e slovena, stanno definendo le modalità di estradizione. È poco probabile che avvenga oggi, ma esiste un termine massimo di 48 ore per la consegna alla nostra polizia”. Una volta estradato, il sospettato sarà interrogato in Croazia per l’accusa di omicidio aggravato.
Perizia sulle armi e analisi delle tracce
Secondo quanto riferito dagli investigatori, il presunto assassino avrebbe esploso diversi colpi contro la vittima. L’arma trovata durante l’arresto sarà sottoposta a perizia in Croazia per verificare se corrisponde a quella utilizzata nel delitto.
Nel frattempo, l’automobile con cui l’uomo avrebbe attraversato il confine è stata recuperata in territorio croato e sottoposta a rilievi. “Nel veicolo sono state individuate tracce di contatto e impronte che indicano chiaramente che era lui alla guida. Saranno oggetto di ulteriori analisi”, ha precisato Gačal. Non è invece al momento noto se il sospettato sia stato sottoposto a un test antidroga.
L’appello alla comunità rom
Gačal ha anche colto l’occasione per richiamare l’attenzione sul problema della criminalità nelle aree rom del Međimurje, ricordando l’operazione dello scorso anno che portò al sequestro della droga sintetica nota come Galaxy. “Galaxy e le armi restano un serio problema. Invito la comunità rom, in particolare i loro rappresentanti, a collaborare con le forze dell’ordine. Nei loro insediamenti conduciamo numerose attività preventive”, ha dichiarato.
Le indagini proseguono mentre le autorità croate attendono l’estradizione dell’uomo, considerato figura chiave per ricostruire l’esatta dinamica dell’omicidio.
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