Castion pattumiera dell’Istria. Finiamola!

Protesta in piazza Port’Aurea contro il Centro regionale di trattamento dei rifiuti. Dito puntato contro la Regione e la DDI. Promessa una «dura battaglia»

“Non ci rassegniamo a essere la pattumiera dell’Istria”. I residenti delle località vicine al Centro regionale di trattamento dei rifiuti di Castion sono stanchi, ma non vinti. Che la loro battaglia sia tutt’altro che giunta a conclusione lo dimostra l’elevato numero di manifestanti – oltre un centinaio – che domenica mattina si sono radunati in piazza Port’Aurea per ribadire ai vertici politici della Regione istriana e ai responsabili dei loro problemi, la Dieta Democratica Istriana, che la loro “sarà una battaglia dura e con tutti i mezzi possibili”. Il sit-in di protesta è stato organizzato dall’iniziativa civica “Čist zrak duga ljubav” (Aria pulita, amore lungo), un’associazione nata sui social e che in poco tempo ha visto crescere il numero dei suoi soci.
Rifiuti dall’Italia?
Il primo a parlare dinanzi ai tanti cittadini presentatisi questa mattina in piazza è stato uno dei promotori dell’iniziativa, Ivo Lorencin, il quale ha esordito dicendo che i residenti di Vincural, Vintian, Bagnole e di tutte le altre località vicine al Centro di Castion, ma anche di Pola, non sono più disposti a tollerare oltre. Lorencin ha sottolineato che ogni giorno a Castion vengono depositati più rifiuti di quanti ne possa accogliere. “Ora basta” ha detto il rappresentante dell’iniziativa civica, aggiungendo che i residenti della zona sono pronti a bloccare l’accesso al Centro ai camion. “Non è un nostro problema se le amministrazioni pubbliche di Umago o Parenzo non sanno né come né dove smaltire i loro rifiuti”, ha commentato Lorencin, che ha poi ceduto il microfono a Željko Ilić, un altro residente dell’area intorno al Centro regionale di trattamento dei rifiuti, nonché socio dell’iniziativa civica. Rispetto a Lorencin, Ilić non ha di certo misurato le parole, indirizzando pesanti critiche all’indirizzo della Dieta Democratica Istriana, equiparata alla mafia. “Se oggi ci troviamo in questa situazione e se i miei figli, per la puzza, non possono nemmeno aprire la finestra della loro cameretta è colpa di chi ha deciso di trasformare la discarica di Castion in un Centro regionale di trattamento dei rifiuti. “È colpa di Ivan Jakovčić e di chi gli è poi subentrato alla guida della DDI”, ha tuonato Ilić. Il rappresentante dell’iniziativa civica e dei residenti della zona ha poi rilevato che l’attuale impianto è stato voluto dalla DDI, ma anche dai vertici dell’HDZ, accusati da Ilić di collusione con le ecomafie italiane. “Personalmente ho visto, soprattutto di notte, arrivare a Castion camion con targhe italiane stracolmi di rifiuti di ogni genere”, ha detto l’attivista, stando al quale nei campi attorno alla struttura sarebbero stati sversati anche non meglio precisati rifiuti liquidi. “Basta, il Centro regionale deve essere chiuso; non domani, oggi”, ha continuato il socio dell’iniziativa civica, che ha suggerito di spostare il Centro a San Giorgio, il famoso paesino interamente di proprietà dell’ex presidente della DDI, Ivan Jakovčić. Ilić ha infine invitato anche le amministrazioni locali dell’Istria ad assumersi la responsabilità dei loro rifiuti e a spendere qualche milione di kune per aprire i loro centri di primo smistamento dei rifiuti.
Sostegno da Fiume
Sull’improvvisato palco allestito in piazza Port’Aurea è stata poi invitata Divna Radolović Rosanda, residente di Vincural, che in qualità di consigliere del Comune di Medolino e di ex consigliere regionale è stata una delle principali oppositrici dell’apertura del Centro regionale di Castion. “Da quattro anni sopportiamo tutto questo, senza che nessuno abbia mosso un dito, nonostante le decine e decine di promesse per risolvere il problema. Spero che l’attuale amministrazione cittadina di Pola possa finalmente risolvere questa problematica”, ha detto. A dare man forte all’iniziativa civica sono giunti a Pola da Fiume anche Josip Begonja, presidente dell’associazione “Eko stožer” di Mariščina (Regione litoraneo-montana), i cui concittadini condividono gli stessi problemi dei residenti delle località dell’estremo sud dell’Istria. “Anche a Marčelji abbiamo problemi con un Centro simile, le cui emissioni mettono in pericolo la salute dei cittadini”, ha rilevato Begonja, la cui lotta contro l’impianto di Marišćina va ormai avanti da 8 anni. Begonja ha successivamente dichiarato che ai cittadini del Polese viene detto che Marišćina è l’esempio da seguire, mentre ai residenti a Marčelji viene detto che l’esempio è il Centro di Castion. “Dobbiamo dire basta a questa presa in giro, dobbiamo unirci e fare sentire la nostra voce. La politica si assuma le sue responsabilità e adotti tutte le misure necessarie per porre fine ai nostri problemi” ha detto. Anche Josip Katalinić, del Most di Fiume e già presidente dell’associazione “Eko Stožer” è giunto a Pola per dare man forte ai manifestanti. E come Begonja ha evidenziato che il problema può e deve essere risolto dalla politica. “Nessun nuovo direttore riuscirà a risolvere il problema di Castion se non avrà il supporto dei politici”, ha commentato.
Guai finiti entro l’estate
Tra i tanti presenti oggiin piazza c’era anche il sindaco di Pola, Filip Zoričić, il quale ha dichiarato che l’attuale amministrazione ha provveduto alla nomina dei nuovi vertici del Centro, il cui compito sarà quello di passare in rassegna sia il lavoro che le finanze della struttura. “Il problema deve essere risolto. Abbiamo ereditato un impianto disorganizzato e non avevamo alcuna informazioni in merito al suo lavoro”, così il sindaco, che ha poi sottolineato che i cittadini hanno tutto il diritto di protestare. Interrogato in merito al tempo necessario per risolvere il problema, Zoričić ha preferito non rispondere. Al suo posto lo ha fatto Koviljka Aškić, di Možemo!, consigliere del sindaco per le questione di carattere ambientale, la quale ha promesso di risolvere il problema entro la prossima estate. Accanto al primo cittadino e a Koviljka Aškić, oggi in piazza Port’Aurea a dare sostegno alla protesta erano presenti Danijel Ferić, dell’SDP e altri rappresentanti della coalizione di maggioranza oggi al potere a Pola.

Anche i più piccoli dicono no a Castion
A dare man forte alla protesta il vicesindaco italiano, Bruno Cergnul (a sinistra) e il sindaco polese, Filip Zoričić

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