Caso Thompson e festa in piazza, Tomašević attacca Plenković: «Così si viola la legge»

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Caso Thompson e festa in piazza, Tomašević attacca Plenković: «Così si viola la legge»
Il sindaco di Zagabria, Tomislav Tomašević. Foto: Marko Prpic/PIXSELL

Sale la tensione istituzionale a Zagabria dopo l’annuncio del governo croato di voler organizzare oggi lunedì 2 febbraio alle 18, in piazza bano Josip Jelačić, il benvenuto alla nazionale di pallamano. La Città ha subito replicato ricordando che per qualsiasi utilizzo di spazi pubblici è necessaria l’autorizzazione della Città di Zagabria e che, da parte dell’esecutivo, tale richiesta non è mai arrivata.

Sulla vicenda è intervenuto il sindaco Tomislav Tomašević, parlando ai giornalisti nella sede dell’amministrazione cittadina. Nel frattempo, la polizia si è recata negli uffici del partito Možemo a seguito di minacce rivolte allo stesso sindaco, mentre il palazzo della Città è stato evacuato per una segnalazione di bomba.

Il governo, da parte sua, ha adottato oggi una decisione formale durante una riunione telefonica, assumendo direttamente l’organizzazione dell’evento. Tomašević ha però respinto con forza le accuse mosse nei confronti dell’amministrazione comunale, spiegando che per giorni era stato concordato il programma per l’accoglienza dei pallamanisti. “Giovedì avevamo definito tutto, compreso il programma. È falso quanto viene fatto circolare da ambienti dell’HDZ secondo cui saremmo contrari alle canzoni patriottiche. Il gruppo Hrvatske ruže avrebbe dovuto eseguire il brano “Ako ne zna što je bilo”. È falso anche che quella canzone non sarebbe stata eseguita. Ed è falso che Zagabria abbia annullato il benvenuto: non lo ha mai fatto”, ha dichiarato.

Secondo il sindaco, la richiesta di far esibire il cantante Marko Perković Thompson sarebbe emersa solo all’ultimo momento. “Non c’è mai stata una richiesta del genere fino a ieri sera. Tutti sappiamo cosa è successo a dicembre: Thompson non può esibirsi su suolo pubblico e noi dobbiamo rispettare le decisioni già prese. I giocatori hanno insistito su Thompson e accettare avrebbe significato violare le nostre stesse regole. Era tutto pronto, poi è arrivata una richiesta ultimativa”, ha aggiunto.

Tomašević ha quindi accusato il governo di aver forzato la mano. “Per la nazionale tifano sia la sinistra che la destra. L’unico punto controverso è Thompson. Per usare una piazza serve il permesso del Comune. Questo è un precedente grave, un atto di violenza istituzionale e un comportamento irresponsabile del premier Plenković, che non rispetta l’autorità della Città di Zagabria. È un attacco dello Stato alla città, oltre che una violazione della Costituzione”, ha affermato, dicendosi convinto che l’episodio abbia scioccato molti cittadini.

Il sindaco ha poi collegato lo scontro politico al risultato elettorale nella capitale. “L’HDZ non è riuscito a vincere le elezioni a Zagabria e ora mette in atto una forma di violenza istituzionale. Il governo partecipa allo smantellamento di un’amministrazione democratica. Viola consapevolmente la legge: che messaggio manda alla società?”, si è chiesto, criticando anche l’intervento delle forze dell’ordine nei confronti dei Vigili comunali.

Infine, Tomašević ha commentato le minacce ricevute, ribadendo la propria posizione. “Non è normale quello che sta succedendo oggi. Minacce di morte, allarmi bomba o proteste sotto casa mia non mi faranno cambiare le decisioni che ho preso insieme al Consiglio cittadino. Io rispondo ai cittadini di Zagabria, non al governo. Non abbasserò la testa davanti a nessuno”.

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