Caso Spalato, Radin: «I nazionalismi sono una malattia da curare»

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Caso Spalato, Radin: «I nazionalismi sono una malattia da curare»
Il vicepresidente del Sabor e deputato della CNI, Furio Radin. Foto: Patrik Macek/PIXSELL

“I nazionalismi sono una malattia che va curata”. Coì il vicepresidente del Sabor (Il Parlamento di Zagabria, ndr) e deputato della Comunità Nazionale Italia, Furio Radin, ha commentato l’aggressione di un gruppo di una cinquantina di giovani contro la “Serata del foklore serbo”, che si sarebbe dovuta svolgere lunedì sera, 3 novembre, a Spalato. “Se le famiglie non riescono a curarla al loro interno, deve farlo il sistema – ha sottolineato Radin –, facendo leva sulla prevenzione”.

Il parlamentare italiano ha poi voluto ricordare che in Croazia “vengono presi di mira soprattutto gli appartenenti alla minoranza serba e a quella rom”. In questo senso, “dobbiamo preoccuparci del fatto che una parte della società veda come un nemico qualcuno che è diverso da loro”.

E gli italiani che vivono in Croazia devono stare all’erta? “No, ma quando una comunità viene presa di mira è solo questione di tempo quando anche gli altri subiranno la stessa sorte”, è stata la risposta categorica.

Inoltre, questa malattia chiamata nazionalismo “va estirpata in certe famiglie che inculcano ai loro figli delle determinate ideologie, senza dimenticare alcuni cantanti che fagocitano i giovani con atteggiamenti ed espressioni poco felici”. Radin, però, ha voluto sottolineare che non bisogna stigmatizzare “tutti i giovani, poiché abbiamo l’esempio di tanti bravi ragazzi, che rappresentano il futuro di questa nazione”.

“Vivere in una società così non è facile”, ha ribadito il vicepresidente del Parlamento di Zagabria, anche se “siamo lontanissimi dagli anni ’90” quando simili aggressioni erano all’ordine del giorno. “Oggi assistiamo a dei casi isolati, che però devono far riflettere”.

Alla domanda se l’attuale governo abbia in qualche modo fomentato questa isteria nei confronti di alcune minoranze, Radin non ha dubbi: “L’esecutivo cerca di arginare questi eccessi. Anzi, siccome faccio parte della maggioranza governativa, posso affermare con assoluta certezza che si sta facendo tutto il possibile, anche ricorrendo all’apparato repressivo, per ridurre al massimo comportamenti del genere e per far sì che la Croazia non debba vergognarsi in Europa per atteggiamenti di gruppi di persone. Ricordiamo che la Croazia non è l’unico Paese europeo dove i nazionalismi continuano ad esistere”.

Furio Radin ha poi colto l’occasione per lanciare un appello: “Stiamo vivendo in un epoca in cui bisogna eliminare o almeno limitare simili condotte, anche alla luce del fatto che in Croazia arrivano grandi gruppi di migranti che, come siamo testimoni in Italia, possono provocare o essere provocati”. Perciò, Radin è convinto del fatto che la Croazia “deve aprirsi, deve essere più accogliente verso gli immigrati”, che sono “innanzitutto delle persone da rispettare e poi anche un’importantissima forza lavoro, che assicurerà il futuro anche dei nostri giovani”.

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