Il primo ministro croato Andrej Plenković ha tenuto una conferenza stampa straordinaria dopo l’irruzione di un gruppo di uomini nei locali del quartiere Blatine-Škrape di Spalato, dove ieri sera si stava svolgendo un evento organizzato dal Consiglio culturale serbo “Prosvjeta” nell’ambito delle “Giornate della cultura serba”.
Secondo quanto riportato dai media locali, i serbi sarebbero stati interrotti da un gruppo di giovani vestiti di nero.
Plenković ha definito l’accaduto un “incidente deplorevole”, precisando che “in Croazia non c’è posto per la legge della strada”. Il premier ha sottolineato che “questo gesto non ha nulla a che fare con la difesa della dignità della guerra patriottica né dei veterani”, e ha ricordato che le minoranze nel Paese “godono di diritti garantiti e hanno sostenuto questa maggioranza di governo fin dall’inizio”.
«Nessuna tolleranza per il revisionismo o l’ideologia ustascia»
Plenković ha ribadito che il suo esecutivo “non tollera né il revisionismo né l’ideologia ustascia” e ha respinto con forza le accuse di connivenza rivolte alla sua maggioranza. “Patriottismo, sì; Guerra patriottica, sì. Tutto ciò che va oltre questi limiti, no”, ha dichiarato.
Le forze dell’ordine sono al lavoro per identificare tutti i partecipanti all’aggressione. Finora tre persone sono state arrestate, ha confermato la Questura di Spalato, aggiungendo che all’episodio avrebbero preso parte “circa un centinaio di individui”.
Plenković ha definito l’episodio come “un fatto di carattere micro-locale”, escludendo che si tratti di un segnale politico o di un attacco più ampio contro la politica del governo verso le minoranze.
“Lo Stato reagirà con fermezza – ha concluso –. Chi ha violato la legge dovrà risponderne davanti alla giustizia”.
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