Caso Rijeka. Kolinda insiste: «Era una società comandata da Belgrado»

Lettera del Presidente della Repubblica alla società fiumana

Kolinda Grabar-Kitarović abbraccia Ivan Rakitić durante la cerimonia di premiazione dei Mondiali Russia 2018. Foto: Igor Kralj/PIXSELL

Kolinda Grabar-Kitarović insiste con la sua tesi che il Rijeka calcio, negli Ottanta, sia stato una specie di filiale dei club di Belgrado, Partizan e Stella Rossa. Il Presidente della Repubblica lo ribadisce nella lettera inviata alla società fiumana, che oggi aveva chiesto delle spiegazioni in merito alle dichiarazioni rilasciate dal Capo dello Stato durante una serata a Spalato.
“Spettabile signor Mišković – inizia la lettera del Presidente intitolata al patron del Rijeka -, domenica sera ho espresso la mia chiara posizione sulle vicissitudini del club fiumano nel corso degli anni ’80: in quell’epoca le alte sfere politiche volevano in ogni modo collegare il club fiumano con Belgrado”.
“Da giovane seguivo il Rijeka, che non ha nulla a che vedere con la società di oggi – ha proseguito il Capo dello Stato nella sua missiva –. E nessuno potrà farmi cambiare idea su quello che ho visto e vissuto”.
Poi un ammiccamento all’Armada, “simbolo di un Rijeka croato e di opposizione alle politiche d’egemonia”. “Perciò – ha chiosato Kolinda Grabar-Kitarović – continuerò a sostenere, come ho sempre fatto, il nostro amato Rijeka, i miei ‘bianchi’ fiumani”.

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