Caso Rijeka. «Kolinda Grabar-Kitarović non è il nostro Presidente»

Dura presa di posizione della Lista per Fiume. Il vicepresidente della Regione, Marko Boras Mandić, definisce le esternazioni del Capo dello Stato "una vergogna"

Il Preidente della Repubblica, Kolinda Grabar-Kitarović. Foto Milan Sabic/PIXSELL

Le polemiche attorno alla dichiarazione di Kolinda Grabar-Kitarović sul Rijeka calcio, definita dal Capo dello Stato “una squadra satellite di Partizan e Stella Rossa di Belgrado ai tempi della Jugoslavia”, non accennano a placarsi nel capoluogo quarnerino.
La Lista per Fiume ha diramato un comunicato, dal titolo eloquente: “Kolinda Grabar-Kitarović non è il nostro Presidente”. Nella nota ha invitato i suoi elettori a non darle fiducia alle Presidenziali.
Dal canto suo il vicepresidente della Regione litoraneo-montana, Marko Boras Mandić, non è stato da meno: “È una vergogna! Il Presidente della Repubblica con le sue assurde esternazioni a Spalato, ha offeso pesantemente i cittadini e il buon senso. Mi sento in dovere di reagire alle dichiarazioni della Presidente in qualità di cittadino e di vicepresidente della Regione litoraneo-montana. Il minimo che dovrebbe fare ora è scusarsi pubblicamente. Il Presidente di uno Stato dovrebbe essere il primo a rispettare la Costituzione e non fare insinuazioni insensate. Come tifoso del Rijeka calcio voglio ricordare che Peršon, Gabrić, Mladenović e Rubčić, che hanno giocato la prima partita ufficiale della nazionale croata dopo l’ottenimento dell’indipendenza del Paese, provenivano proprio dal Rijeka, ovvero dal ‘club serbo di riserva’, come lo ha definito il Presidente”. “Le parole che ha pronunciato riferendosi al Goli otok (Isola Calva) sono invece molto pericolose. Si addicono più al compagno Stalin che non al Presidente della Repubblica di Croazia”, ha affermato ancora il vicepresidente della Regione Boras Mandić.
Va rilevato, in quest’ambito, che il Presidente, oltre ad avere denigrato il Rijeka calcio, ha detto che per i nostalgici si potrebbe introdurre una settimana dedicata all’ex Stato, ma che in questo caso sarebbe proprio lei ad approfittarsene maggiormente perché farebbe finire le persone che la criticano sull’Isola Calva. “Nessuno mi potrà convincere che la vita nell’ex Jugoslavia fosse come in realtà non era”, ha dichiarato sempre a Spalato Kolinda Grabar-Kitarović, nell’ambito della sua filippica contro i nostalgici o presunti tali dell’ex Jugoslavia. Parlando ancora di calcio, il Capo dello Stato ha spiegato che all’epoca “per noi che amavamo la Croazia il gioco del pallone aveva un significato aggiuntivo, stava a significare una comunanza di popolo tra il sud e il nord del Paese”. Ecco perché “la Dinamo e l’Hajduk erano così vicini al mio cuore”.

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