Caso Rijeka calcio. Ecco la risposta del Partizan Belgrado

Le parole del Presidente Kolinda Grabar-Kitarović nei confronti del club fiumano fanno ancora discutere

Admir Hasančić (Rijeka) e Mateja Kežman (Partizan) nella sfida di qualificazione alla Champions League del 1999

“Il Rijeka, ai tempi dell’ex Jugoslavia era una specie di filiale dei club di Belgrado, ossia del Partizan e della Stella Rossa”. Una frase pronunciata da Kolinda Grabar-Kitarović che ha scatenato un putiferio, soprattutto tra i tifosi, ma anche tra i semplici cittadini del capoluogo quarnerino. Ora arriva la replica proprio dalla capitale, e più precisamente dal Partizan, che ha voluto rispondere alle illazioni del Presidente croato.
“Con il Rijeka abbiamo giocato decine di partite, che sono state sempre molto combattute – ha dichiarato Vladimir Vuletić, vicepresidente della società belgradese, alla Rtl Tv –. Spesso siamo stati noi del Partizan a festeggiare, però ancora oggi ricordo il dispiacere che i fiumani ci inflissero nella doppia finale di Coppa Jugoslavia nel 1979”. Poi Vuletić ha risposto direttamente alle parole del Capo dello Stato croato. “Comunque sia, non ricordo che qualche giocatore bianconero sia finito tra le file del Rijeka, e soltanto due hanno fatto il tragitto opposto (Marjanović e Sredojević, ndr). Aggiungiamo anche che dal 1962 nemmeno un calciatore di nazionalità croata ha vestito la maglia del Partizan”.
Vuletić ha poi aggiunto che se proprio bisogna cercare delle “filiali” o dei “club di riserva”, allora basti guardare “alla splendida collaborazione tra Dinamo Zagabria e Stella Rossa che, soprattutto negli anni Ottanta e Novanta, si sono scambiate un grande numero di giocatori”.
Il vicepresidente della società serba ha chiosato: “Il Rijeka e il Partizan sono legati da un accentuato cosmopolitismo, mentre per la Dinamo e la Stella Rossa si può affermare che ‘similis simili gaudet’, ossia il simile gode del simile”.

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