“Io sono in generale per tenere la politica fuori da Sanremo. L’utilizzo di questi palcoscenici per questioni che non c’entrano con la politica è una cosa che non ho mai sopportato. Se al Festival avesse partecipato Pucci secondo me bisognava chiedergli di non parlare di politica. Ma minacciarlo a monte, chiederne la censura, semplicemente perché non se ne condivide il taglio, lo considero sbagliato”. Lo dice la presidente del Consiglio Giorgia Meloni, in un colloquio con il Corriere della Sera e aggiunge: “Io a stento sapevo chi fosse. Noi, a differenza loro, non abbiamo mai chiesto la censura di nessun comico”.
“Non sopporto il doppiopesismo. È un principio insopportabile. È davvero la cifra della sinistra, la usano sempre. E non ci sto”, prosegue la premier, indicando a titolo esemplificativo alcune vignette sul suo conto. “Parlano di sessismo e io che dovrei dire? Mi facciano capire, quando attaccano me è satira, quando attaccano la Schlein è sessismo? Su di noi si può dire tutto e su di loro solo quello che condividono?”, conclude.
Il caso
L’annuncio di Andrea Pucci come co-conduttore del Festival di Sanremo 2026 aveva da subito suscitato polemiche, che poi si sono amplificate via social. Per questo il comico ha deciso di rinunciare a salire sul palco dell’Ariston. “Gli insulti, le minacce, gli epiteti e quant’altro ancora, ricevuti da me e dalla mia famiglia in questi giorni sono incomprensibili e inaccettabili!”, ha sostenuto, motivando la sua decisione, di cui – a quanto si apprende – lo stesso Conti e la Rai sono venuti a conoscenza indirettamente dai media. Pucci definisce quella che si è abbattuta su di lui una “onda mediatica negativa”, che altera “il patto fondamentale” con il pubblico. Di qui la decisione di rinunciare.
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