Caso “Pršut”, Kerum si difenderà a piede libero

Al centro dell'indagine presunti abusi nella regolarizzazione di edifici a Castelli

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Caso “Pršut”, Kerum si difenderà a piede libero
Foto: Ivana Ivanovic/PIXSELL

L’ex sindaco di Spalato Željko Kerum e l’ex funzionario del Comune di Castelli Andrija Polić si difenderanno a piede libero nell’inchiesta per presunta corruzione relativa alla regolarizzazione della trattoria “Pršut”. Lo ha deciso l’Ufficio croato per la lotta alla corruzione e alla criminalità organizzata (Uskok), che non ha chiesto nei loro confronti la custodia cautelare. Diversa la posizione di Igor Sapunar, nipote di Kerum, per il quale la è stato chiesto il carcere preventivo per il rischio di inquinamento delle prove e di condizionamento dei testimoni. La decisione del Tribunale regionale di Spalato è attesa nelle prossime ore.

L’inchiesta sulla regolarizzazione degli immobili
L’indagine, avviata sulla base di una denuncia della polizia, riguarda la presunta regolarizzazione illecita di alcuni edifici costruiti nell’area della trattoria “Pršut”, a Castel Stafileo (Kaštel Štafilić).
Secondo gli investigatori, Andrija Polić, all’epoca funzionario dell’Ufficio comunale per la pianificazione territoriale e la tutela ambientale, avrebbe abusato del proprio ruolo favorendo Kerum e le sue società nella procedura di sanatoria di immobili realizzati senza le necessarie autorizzazioni. Kerum e Sapunar sono invece indagati con l’accusa di aver istigato l’abuso d’ufficio, chiedendo al funzionario di rilasciare un provvedimento di regolarizzazione per edifici che, secondo l’accusa, non possedevano i requisiti previsti dalla legge.

Le presunte irregolarità
Secondo l’USKOK, Polić avrebbe attestato circostanze non corrispondenti alla realtà durante il procedimento amministrativo. In particolare, avrebbe dichiarato che gli edifici risultavano già presenti nelle ortofoto ufficiali del 2011, requisito indispensabile per ottenere la sanatoria. Gli investigatori sostengono invece che sia stata utilizzata una documentazione fotografica del 2017, nella quale le costruzioni risultavano già completate, inducendo così in errore l’amministrazione. Nel gennaio 2023 il funzionario avrebbe quindi autorizzato la regolarizzazione di cinque edifici, tra cui tre strutture a destinazione commerciale, due fabbricati accessori, una piscina e i relativi impianti tecnici, per una superficie complessiva di quasi 2.000 metri quadrati.
Secondo l’accusa, ciò avrebbe consentito la costruzione di edifici ben più estesi rispetto a quelli esistenti entro il termine fissato dalla normativa e persino la realizzazione di nuove strutture in un’area agricola esterna alla zona urbanizzata del Piano regolatore di Castelli, dove interventi di questo tipo non sarebbero consentiti.

Le indagini proseguono
L’inchiesta era stata resa pubblica già nel maggio scorso. In quell’occasione Kerum aveva respinto ogni accusa, sostenendo che tutte le procedure fossero state svolte nel pieno rispetto della legge. Nei giorni scorsi era stato fermato anche Tomislav Režić, imprenditore e collaboratore dell’ex sindaco, ma nei suoi confronti, almeno per il momento, né la polizia né l’USKOK hanno avviato un procedimento penale.

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