Case mobili nei campeggi, la Croazia cambia le regole

Entro l’estate il nuovo regolamento sulle costruzioni semplici andrà in consultazione pubblica

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La Croazia si prepara disciplinare le cosiddette “costruzioni semplici” con un provvedimento che potrebbe avere un impatto significativo sul settore turistico e in particolare sui campeggi. Il Ministero della Pianificazione territoriale, dell’Edilizia e del Patrimonio statale sta infatti ultimando il nuovo Regolamento sulle costruzioni semplici, che dovrebbe essere sottoposto a consultazione pubblica entro la fine di giugno e approvato definitivamente entro agosto.

Sebbene il testo riguardi numerose tipologie di strutture – dagli edifici accessori ai chioschi, dalle piscine alle serre fino ai tralicci per antenne – l’attenzione dell’opinione pubblica si concentra soprattutto sulle case mobili installate nei campeggi lungo la costa adriatica.

Le case mobili diventano «costruzioni»

Il ministro Branko Bačić spiega che l’obiettivo del nuovo regolamento è riconoscere le case mobili come vere e proprie costruzioni che occupano stabilmente il territorio.

Secondo l’impostazione adottata dal ministero, queste strutture non saranno più considerate semplicemente elementi di arredo turistico, ma opere che incidono sull’uso dello spazio e che dovranno quindi essere sottoposte a regole precise.

Per la loro installazione sarà necessaria un’autorizzazione urbanistica, mentre non sarà richiesta una vera e propria licenza edilizia. Il regolamento disciplinerà sia le case mobili già esistenti sia quelle che verranno collocate in futuro.

Stop alle installazioni entro 25 metri dal mare

Uno dei punti più rilevanti della riforma riguarda la tutela della fascia costiera. Il piano del governo prevede infatti la rimozione delle case mobili modulari situate entro 25 metri dal mare nei campeggi che si trovano all’interno di aree urbanizzate. Per le altre zone dei campeggi saranno introdotti limiti rigorosi all’occupazione del suolo. “Vogliamo evitare un’eccessiva edificazione delle aree costiere e preservare il valore paesaggistico del litorale”, ha spiegato Bačić.

Secondo le nuove regole, le costruzioni, comprese le case mobili, non potranno occupare più del 30 p.c della superficie complessiva di un campeggio.

Più spazio al verde

La normativa si inserisce nel quadro delle disposizioni già introdotte dalla Legge sulla pianificazione territoriale, che impone precisi standard ambientali. Almeno il 40 p.c. della superficie totale dei campeggi dovrà essere destinato a parchi e aree verdi naturali. Un ulteriore 30 p.c. potrà essere occupato da strade interne, aree di circolazione e parcheggi.

L’intenzione del governo è preservare la natura stessa del campeggio come forma di ospitalità immersa nell’ambiente e non trasformarlo progressivamente in un complesso edilizio permanente. “Il campeggio è, per definizione, un soggiorno nella natura”, sottolinea il ministro, ricordando che gran parte dell’opinione pubblica ha sostenuto misure più severe per la tutela del litorale durante il dibattito che ha accompagnato l’approvazione della legge.

Dieci anni per adeguarsi

Per consentire agli operatori del settore di adattarsi alle nuove disposizioni, il governo ha previsto un lungo periodo transitorio. Le case mobili situate entro la fascia dei 25 metri dalla linea di costa dovranno essere rimosse entro cinque anni. Per l’adeguamento completo dei campeggi alle nuove norme sarà invece disponibile un periodo massimo di dieci anni.

Secondo Bačić, proprio la definizione di questi tempi di transizione avrebbe contribuito a ridurre le preoccupazioni manifestate in passato dagli imprenditori del comparto turistico.

Il confronto con il settore

Le associazioni di categoria avevano espresso forti perplessità già durante l’iter della legge, sostenendo che restrizioni troppo rigide avrebbero potuto penalizzare uno dei segmenti più dinamici del turismo croato.

Oggi, tuttavia, il ministero ritiene di aver trovato un punto di equilibrio tra esigenze economiche e tutela del territorio. “La legge sulla pianificazione territoriale è lo strumento che permette contemporaneamente di proteggere lo spazio e favorire lo sviluppo economico”, afferma Bačić.

Per il momento il settore mantiene una posizione prudente. Il presidente dell’Associazione croata dei campeggi, Veljko Ostojić, ha dichiarato che non commenterà il provvedimento fino alla pubblicazione della bozza ufficiale, annunciando però una partecipazione attiva alla consultazione pubblica.

Una posizione analoga è stata espressa anche dalla Camera dell’economia croata, che attende di esaminare il testo prima di formulare osservazioni e proposte.

Verso una nuova gestione del territorio

Un altro nodo riguarda il coordinamento normativo con il settore turistico. Attualmente la normativa sull’attività ricettiva continua infatti a classificare le case mobili come attrezzature mobili da campeggio. Secondo il ministro, il Ministero del Turismo provvederà ad adeguare i propri regolamenti alle nuove disposizioni, creando così un quadro normativo uniforme.

L’obiettivo finale è mettere ordine in un settore che negli ultimi anni ha conosciuto una forte espansione, stabilendo regole chiare su dove e come le case mobili possano essere installate, evitando situazioni che, secondo il governo, si sono sviluppate in passato senza controlli sufficienti.

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